Sami Khedira e la ricetta per la Juventus: “Serve continuità dirigenziale, tecnica e nella rosa”
Il Mondiale 2026 offre l’occasione per fare il punto non solo sulle nazionali impegnate in America, ma anche sul futuro dei grandi club europei. A New York, a margine di un evento sulle maglie storiche della Coppa del Mondo, l’ex centrocampista Sami Khedira, campione del mondo nel 2014, ha espresso tutto il suo immutato legame con l’Italia e in particolare con il club bianconero. Il tedesco ha analizzato il delicato momento di transizione della Vecchia Signora, indicando con chiarezza la strada per tornare ai vertici: “La Juventus ha sempre attraversato momenti difficili nella sua storia. Non qualificarsi per la Champions League è stato un duro colpo, ma può anche rappresentare un’opportunità per ripartire. Serve però continuità a livello dirigenziale, tecnico e nella rosa”.
Per spiegare come si ricostruisca una mentalità vincente alla Continassa, Khedira ha voluto ricordare la struttura granitica dello spogliatoio di cui lui stesso ha fatto parte, un modello basato su fondamenta solide e pochi innesti mirati anno dopo anno. “Quando arrivai alla Juventus esisteva già uno zoccolo duro formato da Bonucci, Chiellini, Barzagli, Buffon, Lichtsteiner e Marchisio. Poi furono aggiunti pochi giocatori come Mandžukić, Dybala e me. Quel gruppo è rimasto insieme per anni e questo ha permesso alla squadra di competere ai massimi livelli. Credo che questo debba essere l’obiettivo della Juventus di oggi”, ha sottolineato l’ex mediano, rimarcando il valore della stabilità.
Sul futuro dei bianconeri
La fiducia nel futuro della Juventus, secondo il tedesco, passa anche dalle figure chiave che oggi lavorano dietro le quinte del club e dalla programmazione tecnica a lungo termine. Khedira ha infatti promosso la stabilità della guida tecnica e il ruolo dei grandi ex dirigenti: “Continuo a credere nel club. Giorgio Chiellini è ancora coinvolto nel progetto e io gli voglio molto bene. Sono sicuro che stia dando un contributo importante. Quando scegli un allenatore devi sostenerlo e dargli tempo. Per costruire il successo servono continuità a livello dirigenziale, stabilità in panchina e un gruppo di giocatori che cresca insieme nel tempo. È così che si costruiscono le grandi squadre”.



