Koopmeiners, la nuova vita firmata Spalletti: dal braccetto al regista
Dopo sei partite da braccetto sinistro in difesa a tre, Teun Koopmeiners è pronto al prossimo step: il ritorno in mezzo al campo, come regista puro.
Stasera contro l’Udinese in Coppa Italia (ore 21, diretta Italia 1) l’olandese guiderà la manovra, con compiti chiari: avviare l’azione, guardare la squadra di faccia, dare ordine e verticalità.
Spalletti in conferenza lo ha spiegato meglio di tutti:
«Lo conosco bene, lo avrei voluto al Napoli. Preferisce costruire e vedere il gioco davanti. Metterlo centrale difensivo serviva per qualità in impostazione, ma ha confermato di poter stare ovunque: personalità, piede fantastico, spessore internazionale. Ora il prossimo step è la consapevolezza».
Da apatico a leader: la cura Spalletti
Con Thiago Motta e Tudor, Koopmeiners era irriconoscibile: zero gol, zero assist, smarrito.
Spalletti lo ha rigenerato con il dialogo:
«Bisogna mettersi nei panni di chi ascolti. Gli serviva resettare, ripartire dalla semplicità, tornare bambino».
Risultato?
Un altro giocatore: solido, sicuro, con la faccia di chi ha ritrovato se stesso.
Non gli si chiede più il gol alla Gasperini, ma ordine, lanci, pulizia di gioco.
E soprattutto: mai spalle alla porta, perché lì tornerebbe l’ansia.
Udinese, il primo esame da regista
Stasera probabile 3-4-1-2 con:
Di Gregorio; Kalulu, Gatti, Kelly; João Mário, Koopmeiners, Miretti, Kostić; Adzic; David, Openda.
Koop al fianco di Miretti, libero di impostare e verticalizzare.
Spalletti: «Se il primo passo è corretto, il secondo viene da solo».
Da oggetto misterioso a uomo-chiave della nuova Juve:
Teun Koopmeiners è tornato.



