La disfatta della Juventus
La Juventus naufraga a Como. La sconfitta per 2-0 è senza appello e certifica il momeno difficile vissuto dai bianconeri. Una squadra senza identità,senza idee e con una dirigenza assente. La vittoria manca da oltre un mese, dopo il 4-3 contro l’Inter all’Allianz Stadium ci sono stati 5 pareggi e una sconfitta. I social insorgono e diverse pagine a tema Juve non le mandano a dire nel commentare l’attuale situazione dei bianconeri.
Il commento di Juventino 100×100 “Un film già visto”
Ogni anno, il solito film. Cambiano i nomi, le facce, le panchine, ma il copione resta identico: il silenzio.
Dopo una sconfitta del genere, dopo un secondo tempo in apnea, dopo la sesta partita senza vittorie, nessuno — e dico nessuno — che si sia presentato a dire una parola, una frase, un gesto. Nulla.
Solo il rumore dell’assenza.
Dal 2018 la Juventus ha smarrito la bussola. Sette anni di caos, di ombre al comando, di figure che si nascondono dietro le tende, come in un film in bianco e nero.
Dov’era Damien Comolli? Perché non ha parlato? Perché non ha preso la parola, la scena, la responsabilità? Mandate almeno Modesto o Chiellini ai microfoni. Zero.
In altri tempi, alla Juve, un dirigente che non ci metteva la faccia non era considerato da nessuno, zero credibilità. Oggi sembra quasi un requisito, è tutto un giochino di poteri e di correnti la Juve di Elkann.
L’allenatore, come sempre, lasciato solo.
E Tudor, sì, ci mette del suo. “La partita era finita al 2-0’” ha detto. Ma come si fa? Con il recupero che si preannunciava infinito, con una squadra che dovrebbe credere di poterla ribaltare fino all’ultimo secondo.
Qualcuno doveva scendere, tirargli le orecchie davanti a tutti, ricordare cosa significa quella maglia.
Ma la Juve, ormai, è l’unica società dove non c’è società.
Dirigenti che giocano a nascondino, che si preoccupano della poltrona, del titolo, del contratto. Nessuno che si sporchi le mani.
E poi: Tudor parla del mercato che non ha avuto, del gruppo in cui non crede. Ma chi gliel’ha permesso? Chi gestisce il messaggio, la linea, la voce del club?
Nessuno.
Non abbiamo nemmeno un direttore sportivo il 19 ottobre. Comolli, sveglia!
E Chiellini? Il mito in campo, la catastrofe fuori. In pochi mesi ha collezionato più danni che trofei.
Dopo ll’esonero di Motta, si è schierato per Tudor quando Giuntoli aveva scelto Mancini. Aveva un accordo con Conte — senza un piano B.
Quando Conte ha fatto dietrofront, ha convinto Elkann a tenere Tudor, mentre Comolli tentennava.
Il 29 maggio, ha consigliato a rivoluzione societaria a Elkann, senza considerare i tempi tecnici, le scadenze, la realtà.
Oggi la Juventus è questo: una sciagura amministrata da correnti, debolezze e silenzi.
Una società divisa, spenta, assente.
Un ambiente senza guida, senza voce, senza anima.
Non c’è da stupirsi se ogni anno è peggio del precedente.
Il vero dramma non è perdere una partita. È perdere se stessi.
Ed è esattamente ciò che è accaduto: la Juventus ha smarrito la propria mentalità, il proprio orgoglio, la propria identità.
Resta solo da sperare — una volta tanto, una volta per tutte — che qualcuno abbia il coraggio di cambiare tutto. Al cento per cento.
Il commento di Average Juventino Guy “Dignità persa”
Occasione persa, imbattibilità persa, la dignità forse già da un po’.
#finoallafine #juventus #comojuve
Il commento di JLegend sulla situazione della Juventus
Prima, meritata sconfitta stagionale: Juventus surclassata sul piano del pressing, del palleggio e della qualità di tiro.
Siamo stati migliori di loro per possesso palla, tocchi nell’area avversaria, conclusioni totali, ma non basta: perchè quando tiri devi metterla dentro, cosa che loro hanno fatto 2 volte a fronte di 9 conclusioni dall’interno della nostra area e noi 0, pur con lo stesso identico numero di tiri.
Il calcio è semplice, diceva qualcuno: se passi la palla a quello con la tua stessa maglia, è già un buon inizio.
E, soprattutto, se quando concludi a rete non segni mai, c’è poco da fare.



