La lista degli 11 giocatori che, secondo Giovanni Albanese, lasceranno la Juventus in estate per finanziare i nuovi acquisti.
La lista dei sacrificabili: la Juventus apre ai saldi eccellenti
La notizia lanciata da Giovanni Albanese scuote l’ambiente bianconero: ben 11 giocatori della rosa attuale sono considerati sacrificabili o disponibili sul mercato. Non si tratta di semplici esuberi, ma di una lista che comprende nomi pesanti e profili che fino a pochi mesi fa sembravano intoccabili. La filosofia della dirigenza è chiara: nessuno è considerato inamovibile di fronte a un’offerta congrua che permetta di rimpinguare le casse e finanziare i colpi chiesti da Luciano Spalletti. In un calcio dove l’equilibrio finanziario è diventato prioritario quanto i risultati sul campo, la Juventus si prepara a una sessione estiva di “tagli” strategici per sfoltire un gruppo che il tecnico ha spesso definito troppo numeroso o privo delle caratteristiche giuste per il suo gioco.
Dalla difesa all’attacco: i nomi che possono partire
Scorrendo la lista, colpiscono i nomi di pilastri della retroguardia come Federico Gatti e Andrea Cambiaso. Se per il primo la cessione rappresenterebbe una plusvalenza pura, il possibile addio di Cambiaso sorprende maggiormente, visto l’impiego costante in questa stagione, sebbene Spalletti ne abbia recentemente definito “deludente” il rendimento complessivo. Anche tra i pali si respira aria di cambiamento: uno tra Di Gregorio e Perin potrebbe lasciare Torino per far spazio a nuove gerarchie. In attacco, la situazione è ancora più fluida: Openda, nonostante l’investimento fatto, non è mai entrato pienamente nei piani tecnici del “Diavolo da Certaldo”, mentre i vari Milik, Kostić e il giovane Adžić sembrano destinati a trovare fortuna altrove per permettere l’innesto di profili più funzionali e dotati di maggiore “cazzimma”.
Strategia e necessità: costruire il futuro sulle cessioni
Questa massiccia messa in vendita non è un segnale di smantellamento, ma una mossa tattica per dare a Spalletti la squadra che realmente desidera. Come ribadito dal tecnico nel post-partita di Lecce, la Juventus non può “cambiare 18 giocatori su 25”, ma deve procedere con innesti mirati. Per arrivare a obiettivi di alto profilo, come il sogno Bernardo Silva o il rinnovo di Vlahovic, è necessario sacrificare pezzi pregiati che non hanno convinto appieno o che hanno mercato internazionale. I giovani come Miretti e talenti come Cabal o Holm potrebbero essere usati come pedine di scambio o per generare quel tesoretto indispensabile per evitare un altro mercato di “2-3 lire”. La sensazione è che la Juventus del 2027 sarà molto diversa da quella attuale, figlia di una potatura necessaria per tornare finalmente a dominare.



