Gabriele La Monica, giornalista di Milano Finanza, ha parlato a Radio Bianconera nella trasmissione Cose di Calcio: “Come tutte le società di criptovalute, Tether ha sede in El Salvador, mentre gli Stati Uniti vogliono che tutte le stabelcoin che investono in dollari o titoli di stato americani risiedano negli Stati Uniti, in modo da poterle regolamentare anche in un’ottica di gestione del debito del paese.
In questo momento Tether ha un business decisamente molto redditizio, come ci dicono i suoi bilanci, ma anche considerato spesso con diffidenza dalla finanza classica. Il mondo delle criptovalute vive ormai parallelamente a quello classico e capisco questa diffidenza, ma il fatto è che ormai criptovalute e bitcoin esistono, e molti ne fanno un uso quotidiano, per cui a mio modo di vedere non si può più non considerarle.
La decisione presa da Standard&Poor’s è comunque sicuramente legittima e per Tether non è una cosa positiva, rende indubbiamente loro la vita più complicata”.
S&P declassa Tether, Ardoino attacca: “Indossiamo il vostro disgusto con orgoglio. Il sistema finanziario tradizionale è rotto”
Standard & Poor’s ha pubblicato la sua Stablecoin Stability Assessment su Tether, secondo azionista della Juventus dopo Exor, assegnando alla stablecoin USDT il livello 5, il più basso nella scala di valutazione. Un giudizio severo, che riguarda la capacità di Tether di mantenere l’ancoraggio al dollaro, e che ha scatenato la durissima reazione dell’azienda.
Il CEO Paolo Ardoino, attraverso un lungo post pubblicato sul proprio profilo X, ha espresso tutta la sua contrarietà cominciando con una frase eloquente: “Indossiamo il vostro disgusto con orgoglio.”
Un attacco diretto al sistema dei rating e alla finanza tradizionale, che Ardoino accusa di incoerenza:
“I modelli di rating classici, costruiti per le istituzioni finanziarie tradizionali, hanno portato investitori privati e istituzionali a mettere i loro soldi in società che, pur considerate di grado d’investimento, sono poi crollate. Questo ha spinto i regolatori di tutto il mondo a mettere in discussione modelli, indipendenza e obiettività delle principali agenzie di rating.”
Ardoino sostiene che l’establishment finanziario stia reagendo perché teme l’innovazione introdotta da realtà come Tether: “La macchina della propaganda della finanza tradizionale inizia a preoccuparsi quando un’azienda tenta di sfidare la forza di gravità di un sistema ormai rotto. Nessuna azienda dovrebbe osare disaccoppiarsi da esso.”
Infine, la rivendicazione più forte: “Tether ha costruito la prima azienda sovracapitalizzata nell’industria finanziaria, senza riserve tossiche, ed è estremamente redditizia. Tether è la prova vivente che il sistema finanziario tradizionale è così rotto da essere temuto dagli imperatori nudi.”



