Nel naufragio della Juventus prima di Motta e poi di Tudor, Filip Kostic si è ritrovato ai margini del progetto. Girato in prestito in Turchia durante la gestione Motta e relegato in panchina da Tudor, Kostic ha scalato le gerarchie nelle utime partite. Già titolare nella vittoria casalinga per 3-1 contro l’Udinese, a segno ieri contro la Cremonese, il serbo è tornato protagonista.
In un calcio dove le carriere possono finire in un batter d’occhio, Filip Kostic sta riscrivendo la sua storia alla Juventus. Arrivato come eroe dell’Europa League conquistata col Francoforte, passato per l’oblio di un esubero, il serbo si è ripreso la scena con la tenacia di chi non molla mai. In meno di 300 minuti, un gol e un assist: numeri che raccontano una rinascita, ma soprattutto un messaggio alla Vecchia Signora, in crisi proprio sugli esterni.
L’arrivo e l’exploit nel 3-5-2 di Allegri
Kostic approda a Torino nell’estate 2022, reduce da anni di costanza in Bundesliga con l’Eintracht Francoforte. Lì, è stato uno dei re degli assist in Europa, culminati con la storica vittoria dell’Europa League. In bianconero, ci vuole qualche partita per capirne il ruolo: non un esterno alto d’attacco, ma un tornante instancabile sulla sinistra. Nel 3-5-2 di Massimiliano Allegri, trova casa. Ara l’out sinistro per tutta la stagione 2022/23, chiudendo con 3 gol e 11 assist in tutte le competizioni. Due volte migliore in campo contro l’Inter, emerge come uno dei pochi positivi in un’annata tormentata per la Juventus.
Il calo, l’esubero con Motta e il prestito al Fenerbahce
La stagione successiva parte in salita. L’esplosione di Andrea Cambiaso gli ruba spazio, ma Kostic incide comunque con 4 assist in Serie A, contribuendo alla vittoria della Coppa Italia nonostante un rendimento altalenante. Poi, il cambio di panchina: Thiago Motta lo etichetta come esubero, impossibile da incastrare nei suoi schemi. A mercato chiuso, il serbo prende l’aereo per la Turchia, al Fenerbahce. Lì, continua a dispensare magie: 9 assist complessivi in stagione.Il richiamo di Tudor e il ritorno a TorinoLa parentesi turca sembra chiudere il capitolo juventino. Invece, Motta fallisce e lascia il posto a Igor Tudor. A fine campionato, in vista del Mondiale per club, la società richiama Kostic insieme a Daniele Rugani, altro “escluso eccellente”. Un difensore in più avrebbe fatto comodo, ma il serbo resta. In estate, sondaggi da Atalanta e Roma ne lodano le qualità residue, ma lui sceglie Torino.
La rinascita di Kostic con Brambilla e Spalletti
L’inizio di stagione è da panchinaro fisso. Entra nei minuti finali a Genova: corner preciso, testa di Dusan Vlahovic, 1-0 Juventus. Specialità rispolverata. Seguono prestazioni opache della squadra, lui fuori. Nuovo ribaltone: via Tudor, inside Cristian Brambilla dalla Next Gen. Il tecnico lo vede in forma e, complice le difficoltà di Cambiaso a sinistra, sposta l’italiano a destra e Kostic sull’out mancino. Risultato: grande partita, gol sfiorato.Luciano Spalletti conferma la mossa. Cambiaso a destra – fascia che ama, dove accentrarsi col mancino come in Nazionale – e Kostic a sinistra. Il serbo corre in verticale, senza fronzoli, senza perdere posizione. Nel giorno del compleanno: migliore in campo, gol dopo meno di 2 minuti, fascia arata come ai vecchi tempi. E Cambiaso segna sull’altra corsia.Una lezione per la JuventusQualcuno aveva sottovalutato un professionista serio, sempre disponibile. Kostic conosce la fascia sinistra come casa sua e offre soluzioni complementari in un reparto che, tra esperimenti e opacità, ha faticato. Score attuale: 1 gol, 1 assist in meno di 300 minuti. Filip Kostic riannoda i fili e si riprende la Juventus. La Vecchia Signora ringrazia: sugli esterni, il serbo è tornato a dettare legge.



