La sfida di Ottolini: ricostruire lo scouting della Juventus dalle fondamenta
Il ritorno di Marco Ottolini alla Juventus rappresenta una delle sfide gestionali più complesse dell’ultimo periodo bianconero. Il direttore sportivo si è ritrovato di fronte a quello che molti definiscono un anno zero, con il compito oneroso di rimettere in piedi un intero settore che in passato aveva garantito al club talenti di caratura mondiale. TS ne ha parlato con un ampio approfondimento.
L’eredità da recuperare
Il lavoro di Ottolini parte dalle macerie di un sistema che era stato smantellato. La precedente gestione dell’area scouting aveva portato a Torino nomi del calibro di Yildiz, Huijsen e Soulé, trasformando la Continassa in un polo d’attrazione per i migliori giovani del pianeta. Con l’addio delle figure chiave del passato, quel metodo collaudato è svanito, obbligando la nuova dirigenza a ricominciare praticamente da zero.
Oltre i dati: l’importanza dell’occhio umano
Nella visione del nuovo ds bianconero, la tecnologia e l’utilizzo degli algoritmi restano strumenti preziosi, ma non possono sostituire l’intuizione dell’osservatore. Il progetto di Ottolini punta a creare una rete di professionisti capaci di scovare il potenziale inespresso dove altri non arrivano. L’obiettivo dichiarato è completare l’organico degli osservatori entro la prossima estate, così da affrontare il mercato con una struttura solida e capillare.
Un percorso che richiede pazienza
Nonostante le ottime sensazioni lasciate dai primi mesi di lavoro, l’ambiente juventino è consapevole che i frutti di questa ristrutturazione non saranno immediati. Come accaduto per i cicli precedenti, la macchina dello scouting ha bisogno di tempo per andare a regime e iniziare a produrre risultati tangibili. Tuttavia, la strada tracciata da Ottolini sembra quella corretta per riportare la Juventus ai vertici della ricerca internazionale dei talenti.
Mentre la squadra si prepara ai prossimi impegni sul campo, dietro le quinte prosegue incessante il lavoro per ridare al club quell’eccellenza nel settore giovanile e nello scouting che ne ha segnato i successi più recenti.
La scommessa di Ottolini per il domani
Una delle operazioni più significative riguarda Adin Licina. Riuscire a strappare il giovane talento al Bayern Monaco per inserirlo nel progetto della Next Gen non è stato un passaggio banale. Sebbene sarà il tempo a stabilire il reale valore di questo investimento, l’aver convinto un prospetto di tale portata a scegliere la Continassa rappresenta già un segnale di forza per il nuovo corso bianconero.
Se Licina guarda al futuro, Jeremie Boga è la risposta alle necessità del presente. Il dirigente bianconero ha lavorato ai fianchi l’ex esterno del Sassuolo fin dai primi giorni di gennaio, mantenendo i contatti caldi mentre la società era impegnata sul fronte Chiesa con il Liverpool. Ottolini è stato abile nel convincere l’ivoriano ad attendere la Juventus fino alle ultime ore della sessione invernale, nonostante le incertezze iniziali.



