Juventus, aria di summit alla Continassa: tensioni e strategie tra Spalletti e Comolli
La Juventus si appresta a vivere ore decisive per la definizione della propria struttura societaria e tecnica in vista della prossima stagione calcistica. L’atmosfera alla Continassa si è fatta improvvisamente tesa a seguito di alcune dichiarazioni pubbliche rilasciate dall’amministratore delegato Damien Comolli, le quali non hanno trovato il gradimento dell’allenatore Luciano Spalletti. Al centro del contendere vi è una differente visione sulla gestione della squadra e sulle dinamiche del mercato di riparazione invernale. Mentre l’Ad francese ha sottolineato che i recenti innesti di gennaio fossero stati pienamente condivisi, il tecnico toscano – subentrato alla decima giornata di campionato – ritiene che la sua gestione non possa essere considerata fallimentare e lamenta il mancato arrivo della prima punta esplicitamente richiesta per completare il reparto offensivo. Queste frizioni hanno reso indispensabile un imminente vertice societario finalizzato a chiarire le divergenze e a tracciare una rotta condivisa.
Il summit presidenziale, previsto tra venerdì e lunedì prossimi, vedrà la partecipazione fondamentale della proprietà nella figura di John Elkann e del dirigente Giorgio Chiellini. La linea della presidenza è improntata alla stabilità e alla diplomazia: Elkann desidera categoricamente evitare ribaltoni istituzionali o traumatici cambi al vertice a ridosso dei grandi appuntamenti internazionali, come i prossimi Mondiali 2026. L’obiettivo primario del club è spingere le parti a un compromesso costruttivo, partendo dal presupposto che le attuali divisioni non sono ritenute insormontabili né da Comolli né dallo stesso Spalletti. La dirigenza intende ripartire da un nucleo solido e da elementi cardine del progetto sportivo, respingendo l’idea di una rivoluzione totale e preferendo una razionalizzazione delle risorse già presenti in organico, per garantire la necessaria continuità sportiva ed economica alla squadra.
La posizione di Spalletti
Da parte sua, Luciano Spalletti si presenterà all’incontro con idee estremamente chiare e due precise condizioni non negoziabili per proseguire serenamente il suo mandato sulla panchina bianconera. Spalletti richiede una tutela del lavoro quotidiano dalle ingerenze dirigenziali esterne all’area tecnica. Il tecnico di Certaldo vuole scongiurare il rischio di pericolose ingerenze e sovrapposizioni nei ruoli all’interno dello spogliatoio. La seconda condizione è legata a un coinvolgimento totale e al cento per cento nelle future scelte di mercato, un ambito in cui il tecnico toscano desidera far valere le proprie priorità strategiche. In quest’ottica, Spalletti vedrebbe con estremo favore l’innesto di profili di fiducia come Matteo Tognozzi, una soluzione precedentemente non percorsa da Comolli in occasione delle nomine di Modesto come direttore tecnico e di Ottolini nel ruolo di direttore sportivo.



