La sconfitta netta per 3-0 rimediata il 5 febbraio 2026 contro l’Atalanta nei quarti di Coppa Italia ha messo impietosamente in evidenza uno dei nodi irrisolti della stagione bianconera: la crisi cronica del gol. La Juventus di Luciano Spalletti ha dominato per lunghi tratti il possesso e creato una discreta mole di gioco, ma è mancata completamente nella zona decisiva, quella degli ultimi venti metri, dove le occasioni si sono sprecate o non sono state sfruttate con la necessaria cattiveria.
Il problema non è nuovo: la Juventus fatica a “impaurire” le difese avversarie, come dimostrato dalla gara di Bergamo. Nonostante un avvio promettente, i bianconeri non sono mai riusciti a diventare davvero pericolosi, permettendo all’Atalanta di riorganizzarsi con calma e colpire in contropiede con cinismo. Senza Dusan Vlahovic – rientrato da poco alla Continassa dopo l’intervento chirurgico all’adduttore sinistro e atteso in campo non prima di marzo – manca un centravanti puro capace di tenere palla, fare da pivot e finalizzare con continuità. Il serbo resta l’ancora di salvezza per il futuro, ma l’attesa rischia di diventare insostenibile nei prossimi impegni cruciali, tra cui i playoff di Champions League contro il Galatasaray
Ora lo sguardo è rivolto alla prossima sfida di campionato contro la Lazio (8 febbraio all’Allianz Stadium): Spalletti dovrà trovare un modo per sbloccare il reparto offensivo senza poter contare su Vlahovic. L’attesa del serbo non può essere l’unica strategia; serve inventiva immediata, maggiore intensità negli ultimi metri e forse un cambio di approccio per trasformare il possesso in gol veri.


