Il sacrificio di Tudor
A pagare è sempre l’allenatore. Poco importa dei colossali errori commessi dalla società in questi anni, della mancanza di carattere di diversi giocatori e dello stato imbarazzante della dirigenza. Igor Tudor è andato incontro alle sue Idi di Marzo. E proprio a Marzo il tecnico era subentrato a Thiago Motta per rimediare i disastri della gestione Giuntol-Motta. Con grande disponibilità, il croato ha traghettato la Juve in un difficile finale di stagione, centrando il quarto posto finale. Dopo i rifiuti di Conte e Gasperini, la società è tornata dal croato che ha accettato. Dopo un inizio di stagione non esaltante è quindi arrivato l’esonero. Una situazione che trova origine da molto lontano. La scelta dell’allenatore, non condivisa da Comolli, va di pari passo con il deterioriarsi dei rapporti con squadra e dirigenza.
Il feeling mai sbocciato con Comolli e le conferenze stampa non gradite
Tuttosport ha poi parlato del ruolo di Comolli. Il giornale ha parlato di quanto il Direttore Generale non avesse sostanzialmente scelto Tudor quest’estate, quanto piuttosto “l’aveva, sostanzialmente, subito. Quando il dirigente francese ha preso il potere nella Juventus si è trovato a questo scenario. Conte era appena stato convinto a rimanere a Napoli dopo una riunione con De Laurentiis, dopo una manciata di giorni in cui aveva dialogato fittamente per mettere in piedi il suo ritorno a Torino. Gasperini era un’ipotesi sfumata nel corso di una controversa telefonata con lo stesso Comolli. La squadra doveva partire per il Mondiale per club con un allenatore e Tudor l’aveva messa giù dura: se vado negli Usa, voglio un contratto anche per la prossima stagione. E così, senza una alternativa concreta fra le mani, Comolli aveva accettato di tenere Tudor, anche perché i segnali della proprietà erano quelli di provare a dare continuità al progetto, senza cambiare il quarto allenatore in tre anni.” I confronti fra l’amministratore delegato e il tecnico sono stati radi e poco sereni. La tensione è cresciuta sempre di più col passare del tempo. Nel pre e post partita di Como, Tudor aveva criticato la gestione del mercato, affermando platealmente quanto lui essenzialmente non avesse avuto voce in capitolo nella scelta dei giocatori che allenava. Secondo Antonio Corsa, un ruolo decisivo sarebbe stato giocato anche da Giorgio Chiellini. L’ex Capitano Bianconero, nella notte tra Domenica e Lunedì, avrebbe spinto per l’esonero di Tudor.
La faida con i giocatori
Come riporta Gazzetta dello Sport: “Domenica sera, poi, negli spogliatoi uno scontro molto acceso fra Tudor e i giocatori è stato l’ultimo segnale. L’allenatore ha accusato i giocatori in modo piuttosto duro e, a quel punto, gli stessi giocatori hanno capito che il tempo di Tudor era finito. Grande freddezza nel viaggio di ritorno e poi, al mattino presto la telefonata con l’esonero.” Schira conferma su X: “Dietro le quinte – Igor Tudor ha litigato con 3-4 giocatori durante l’intervallo e dopo la partita con la Lazio negli spogliatoi. Poi la Juventus ha deciso – oltre alle ultime partite negative – di cambiare allenatore.” Senali negativi erano arrivati nei giorni scorsi, con gli attacchi via social di Manuel Locatelli e Lois Openda che avevano fatto trapelare il malumore di molti.
L’intervento decisivo di Elkann
Come riferisce sempre Gazzetta, decisivo per l’esito di questa faccenda è stata l’entrata in scena di John Elkann, dettata dalla situazione in classifica. “Aspettare ancora avrebbe fatto correre alla Juventus il rischio concreto di allontanarsi dalla parte nobile della classifica, senza cancellare il problema. Confusione tattica e zero identità, lo spettro di Thiago Motta si è materializzato dalle parti della Continassa e questo ha convinto definitivamente a mettere fine all’era Tudor dopo poco più di sei mesi.”
“Tudor era consapevole della situazione”
Tudor era perfettamente consapevole di quanto la situazione fosse compromessa, come ricorda Fabrizio Romano:
Diciamo che all’interno della Juventus a molti questa gestione a livello proprio di scelte, a livello tattico, a livello di fiducia nel giocatore, insomma non è assolutamente piaciuta. Questo è stato uno dei fattori. Igor Tudor da parte sua, diciamo che ripeto, al di là di tutto quello che si è detto in queste settimane, vi abbiamo sempre parlato di frizioni e ovviamente Igor Tudor, che poi è un uomo serio, è un uomo vero, era perfettamente a conoscenza della situazione, quindi sapeva di essere a rischio, ha provato a proteggere se stesso, la squadra, il suo staff in tutti i modi possibili, ma i risultati hanno condannato questo progetto tecnico della Juventus. Quindi Tudor esonerato poco prima dell’ora di pranzo, la comunicazione diretta da parte di Damien Comolli e inizia un percorso adesso per la Juventus. Inizia un percorso complicato chiaramente perché è un altro esonero in corso. La Juventus storicamente non è abituata ad esoneri a stagione in corso. Un qualcosa di veramente molto raro e i tifosi bianconeri li ricorderanno a memoria essendo davvero pochi nella storia della Juventus. Ma è già successo di recente con Thiago Motta.



