La stagione è conclusa ed è arrivato i momento di fare i bilanci. Le pagelle finali della Juventus 2025/2026.
Portieri e difesa della Juventus
Di Gregorio: 2. Il portiere ex Monza è stato un fattore per la Juventus in questa stagione. Il problema è che lo è stato spesso in negativo. I suoi errori sono stati innumerevoli in questa stagione e spesso hanno compromesso il cammino dei bianconeri. La porta della Juventus è sempre stata difesa da nomi d’alto livello e se i bianconeri vogliono tornare grandi non possono continuare con questo portiere.
Perin: 5,5. Mattia Perin è stato chiamato spesso a dover giocare titolare per sostituire un Di Gregorio che non dava certezze. Tuttavia, nonostante un rendimento senza dubbio superiore rispetto al compagno di reparto, la stagione dell’ex Genova non può essere definita sufficiente.
Pinsoglio. SV
Bremer: 4,5. Si sapeva che sarebbe stato un anno di transizione dopo il terribile infortunio della passata stagione. Tuttavia il brasiliano non ha mai dato quelle certezze che aveva dato gli anni precedenti. Bremer quest’anno è apparso spesso insicuro, impacciato e compie numerosi errori di distrazione. Tra i tanti, ci si ricordi dell’errore terribile coontro il Verona nella sfida casalinga pareggiata 1-1 in cui ha regalato a Kieran Bowie la rete che ha mandato in vantaggio gli scaligeri. Mezzo punto in meno per le dichiarazioni in conferenza stampa in cui ha praticamente annunciato l’intenzione di voler essere ceduto con la squadra in piena lotta Champions. Non basta “volere vincere”, il DNA Juve è altro.
Kelly: 5,5. In una Juventus mediocre, anche i mediocri sembrano buoni giocatori. L’inglese non è un fenomeno, ma nonostante ciò ha sempre fatto il suo e almen la faccia l’ha salvata. Che lui sia stato uno dei meno negativi dimostra però il livello vergognoso dei bianconeri in questa stagione.
Gatti: 5. 3 milioni l’anno. Uno stipendio da top per un giocatore mediocre relegato tutto l’anno in panchina e lanciato nei finali solamente per fare il centravanti. Per il resto, Gatti è un giocatore che non ha mai convinto e non è mai riuscito a dare garanzie alla retroguardia bianconera.
Kalulu: 7. Unico che si salva del pacchetto arretrato bianconero. Acquistato a poco, Pierre Kalulu è un autentica colonna portante di questa Juventus, sia che venga schiarato braccetto di difesa, centrale, terzino o esterno. La Juventus deve ripartire dal francese.
Holm: 5,5. Oltre all’ottima prestazione contro l’Atalanta a Bergamo, il terzino arrivato in prestito dal Bologna non ha dato altro a causa dei suoi infortuni che hanno costretto Kalulu agli straordinari.
Cabal: 4. Incommentabile. Non è da Juve, ma forse non è nemmeno da Serie A
Cambiaso: 3. Il giocatore più irritante di questa Juventus. Dopo le noie di mercato dello scorso anno ha smesso di giocare ed è da un anno e mezzo che fa danni. Svogliato, impreciso e presuntuoso. I suoi errori, come nella sfida d’andata pareggiata con il Lecce, sono spesso costati caro alla Juventus. La cosa che fa arrabbiare è che è forte e l’ha pure dimostrato, semplicemente non si applica. Che la Juventus si liberi di questo giocatore e punti a prendere qualcuno che onori e rispetti la maglia.
Centrocampo
Locatelli: 5,5. Sì, ci ha messo spesso il cuore e a livello tecnico ha dato un contributo prezioso. L’arrivo di Luciano Spalletti ha fatto rinascere questo giocatore, la cui applicazione e impegno non è da mettere in discussione. Ma forse non è adatto a vestire la fascia da capitano della Juventus e le dichiarazioni successive alla sconfitta contro la Fiorentina hanno ulteriormente aumentato i dubbi dell’ambiente.
Koopmeiners: 4. Non c’è più niente da fare con Teun, un obbrobrio calcistico ambulante. Fin dal suo arrivo a Torino il centrocampista olandese non è mai riuscito a incidere. Quest’anno è pure riuscito a peggiorare con una serie di prestazioni imbarazzanti. Un investimento da 60 milioni che ha avuto un impatto catastrofico sugli equilibri della squadra. In due stagioni, 3 allenatori diversi non sono riusciti a capire in che posizione mettere l’olandese che appare depresso e svogliato. Che faccia le valige, la Juventus non è roba per lui.
McKennie: 6,5. L’unico che si salva a centrocampo. E non solo. Impiegato come mezz’ala, terzino, trequartista ed esterno, lo statunitense ha sempre dato il massimo. Le numerose reti mostrano l’importanza di questo giocatore per i colori bianconeri. Tuttavia, i limiti tecnici dello statunitense impediscono di pensare a una Juventus che possa veramente tornare ai vertici grazie a giocatori come lo statunitense.
Thuram: 5. Il giocatore ha talento e si vede quando avanza palla al piede. Tuttavia tende ad attraversare dei periodi in cui appare spento e senza fantasia. Serve ben altro per vestire i colori bianconeri.
Miretti: 5. Annata molto simile a quella che aveva passatoo in prestito al Genoa. Ed esattamente come gli fu rimproverato nel capoluogo ligure, Fabio alterna periodi in cui mostra tutto il suo talento a periodi in cui invece si smarrisce completamente. Giocatore che pecca in carattere e voglia di applicazione, oltre a un mese e mezzo fatto bene durante il periodo invernale per il resto stagione mediocre.
Adzic: 5. L’acuto iniziale con il gol all’Inter aveva fatto sperare. Poi il buio più totale con delle prestazioni deludenti che l’hanno relegato ai margini delle gerarchie.
Attacco
Conceicao: 5. Tanti dribling e tante giocate, ma oltre all’estetica il portoghese produce davvero poco. E non è un dettaglio da poco visti i 30 milioni investiti sul giocatore la scorsa estate. Oltre ai due gol alla Roma, la stagione di Chico è stata un “vorrei ma non posso”. Il portoghese fa dei buoni numeri ma sbaglia spesso l’ultima scelta, inoltre la sua attitudine a tenersi la palla fa spesso perdere tempi di gioco alla squadra nelle azioni d’attacco. Rimandato a Settembre.
Vlahovic: 5,5. Ha segnato più gol di David e Openda nonostante sia stato fuori per ben 5 mesi per infortunio. Tuttavia, il divorzio è stato inevitabile a fronte di uno stipendio dorato e dei tanti mesi in cui è stato out per problemi. Nonostante ciò, ha comunque segnato diverse reti importanti quando chiamato in causa nonostante le noie contrattuali. Ciao Dusa, sicuramente non mancherai.
Yildiz: 7,5. Una prima parte di stagione da 8 in cui è stato il trascinatore assoluto della Juventus. Il finale tuttavia è stato pesantemente sottotono e questo ne ha abbassato il voto. Ma a soli 19 anni, il turco si è imposto come il leader tecnico e principale realizzatore della Juventus. I bianconeri devono partire dalla stella turca per costruire il futuro.
Milik: S.V. e un gigantesco in bocca al lupo per la speranza che il polacco possa tornare a fare vedere a tutti il grande giocatore che è sempre stato a dispetto dei problemi fisici.
David: 5. Iniziano le dolenti note. Il canadese era arrivato a Torino con grandi aspettative, ma il rendimento in questa stagione è stato estremamente deludente. Mai incisivo e mai efficace, i momenti positivi di questa stagione in Serie A sono stati davvero pochi. Troppo gol sbagliati in modo imbarazzante e l’incapacità di riuscire a reggere l’urto con le difese italiane. Non solo, è pure riuscito a fare sembrare Vlahovic al rientro dall’infortunio come il salvatore della patria. Tuttavia, il canadese è ancora passabile rispetto ai due nomi che stanno per arrivare.
Boga: 6,5. Con il suo arrivo a Gennnaio, ha tenuto vive le speranze di giocare la prossima Champions League con diversi gol pesanti come quelli contro Roma, Udinese e Atalanta. Il suo impatto è stato estremamente positivo. Tuttavia, se il progetto Juventus consiste nel lottare per un quarto posto aggrappandosi a un giocatore scartato dal Nizza diciassettesimo in Ligue 1, è chiaro che poi i sesti posti sono la naturale conseguenza se le cose vanno male.
Zhegrova: 4. Anche peggio dell’ex compagno di squadra al Lille. Il Kosovaro si è fatto un anno intero di vacanza in quel di Torino senza aver praticamente mai giocato. Pagato 20 milioni, non ha praticamente mai messo piede in campo. Male, molto male.
Openda: 2. Il trittico horror degli acquisti estivi comolliani si chiude con la più grande delusione della stagione bianconera. Pagato oltre 50 milioni, il belga è stato un autentico disastro. Relegato costantemente in panchina, quando chiamato in campo è stato un ectoplasma. Bocciato sia da Tudor che da Spalletti, è stato probabilmente uno dei flop più catastrofici della storia della Juventus. Un acquisto folle e sconsiderato senza il benchè minimo senso, un giocatore piccolo e da attacco alla profondità in un campionato fatto da difese basse e difensori rocciosi era destinato al macello.
L’arrivo di Openda risulta ancora più incomprensibile se si pensa che il profilo seguito fino all’ultimo giorno di mercato a cifre simili era stato Kolo Muani, giocatore dalle caratteristiche completamente diverse. Openda è il simbolo del caos dirigenziale e dell’incapacità decisionale che regna in questi anni a Torino. C’è da chiedersi quale algoritmo abbia portato Comolli a Lipsia per prendere questo bidone biblico.
Dirigenza e Allenatore della Juventus
Comolli: 4. Vero, non aveva un compito semplice. Arrivato in corsa la scorsa estate senza DS e con una società allo sbaraglio, il francese non aveva una missione semplice. Tuttavia, Comolli ha delle enormi responsabilità e lui stesso l’ha ammesso. Il dirigente francese ha sbagliato completamente la campagna acquisti: i 50 milioni spesi per Openda e l’acquisto di Zhegrova sono stati una follia totale.
E poi l’inazione di fronte al grido d’aiuto lanciato da Spalletti a Gennaio, con l’imbarazzante trattativa En-Nesyri saltata dopo aver mandato il neo arrivato DS Ottolini a Istanbul C’è poi stata l’imbarazzante gestione della questione allenatore: prima si fa dare picche da Conte e Gasperini, poi va a richiamare Tudor e infine esonera il croato dopo due mesi per prendere Spalletti. E a quanto risulta dalle indiscrezioni degli ultimi giorni, anche il rapporto con Spalletti sembra ormai naufragato. Urgono riflessioni
Spalletti: 5,5. Il bel gioco, le conferenze stampa e lo spirito di squadra. Meraviglioso. L’arrivo di Luciano Spalletti in Autunno ha ridato qualcosa alla Juventus, è chiaro. Ma poi ci sono i risultati. E i risultati dicono sesto posto in campionato, fuori ai quarti in coppa italia e fuori ai play off contro il Galatasaray in Champions. Ogni obbiettivo è stato fallito e Spalletti delle colpe le tiene. Poi è vero, ci sono tutte le attenuanti del caso. Una squadra piena di mancanze, giocatori scarsi, una rosa assemblata male e una proprietà nel caos. Lo stesso uomo di Certaldo è dovuto arrivare a stagione in corso in una situazione di anarchia totale a Torino dopo l’esonero di Tudor e le faide comolliane.
Spalletti a Gennaio ha avvertito l’ambiente che c’era bisogno di rinforzi e non è stato ascoltato, la Roma di Gasperini al contrario è volata in Champions grazie alle reti di un Malen nuovo ci pacca arrivato a Gennaio. Ma la Juve a Gennaio il mercato non lo poteva certo fare, vuoi per i 50 milioni da mettere per l’inutile Openda in Estate e vuoi per i 12 milioni a bilancio da dare a Vlahovic. Con un livello così basso, ogni piccola decisione sbagliata può fare deragliare il treno.
Cosa che non succede alle squadre forti e strutturate, vedasi l’Inter di Chivu che nonostante mille intoppi ha portato a casa scudetto e Coppa Italia. Tuttavia, la Juventus per il futuro ha bisogno di certezze. E se Luciano Spalletti viene ascoltato sul mercato, forse per la prossima stagione può almeno riportare i bianconeri nel treno delle grandi. La Juventus ha una sola certezza in questo momento ed è l’allenatore, che però deve essere supportato.
Elkann: 0. Il patron di Exor è l’autentico artefice di questo scempio che va in scena a Torino ormai da anni. Il livellamento della Juventus da corazzata europea a squadra di metà classifica porta la sua firma. L’anarchia dirigenziale e l’incapacità di dare una direzione chiara sono diretta conseguenza delle sue scelte (o anche non scelte, come si vede dal suo atteggiamento nella faida Spalletti-Comolli). E non servono a niente le dichiarazioni d’amore e di identità se non si riesce a costruire un progetto decente in 6 anni in cui l’unica cosa portata a casa è stata una Coppa Italia e un terzo posto. E a giudicare dalle disastrose prestazioni della Scuderia Ferrari in Formula 1, è evidente che l’impero Elkann sta sportivamente cadendo a pezzi da ogni lato. Mala tempora occurrunt.



