Tudor “La stagione è lunga, in attacco spazio per tutti”
In una conferenza stampa carica di ottimismo e pragmatismo, Igor Tudor, l’allenatore croato approdato alla Juventus in un momento di transizione, ha affrontato i giornalisti alla vigilia del big match contro l’Atalanta. La Juventus, reduce da un avvio di campionato altalenante con tre vittorie e un pareggio, si appresta a sfidare i nerazzurri bergamaschi in un derby del Nord che promette scintille. Tudor ha ereditato una rosa talentuosa ma bisognosa di equilibrio.
Su Cambiaso e la situazione fisica della squadra
Il tecnico ha poi parlato della situazione di Andrea Cambiaso. “Sì, può fare la mezzala perché ha un cervello diverso. Da esterno vede la situazione come un centrocampista. È un giocatore di primissimo livello, deve avere più costanza ma dipende sempre da lui. Potenzialmente è un giocatore che merita i migliori club del mondo come Real Madrid, Manchester City e Liverpool. Se dovesse migliorare potrebbe finire in squadre del genere” Sulla situazione fisica della squadra e la codizione atletica ha detto. “La squadra sta bene. Penso sia un calcio diverso se si gioca una partita a settimana: lo dimostra il passato ma anche il presente. Un allenatore deve essere ancora più bravo nelle scelte e tenere dentro tutti i giocatori. È molto difficile e bisogna sbagliare il meno possibile: alcuni giocatori per caratteristiche possono giocare tante partite, altri no. Ma tutte le squadre hanno questi problemi.”
La situazione di Vlahovic
La questione Vlahovic tiene banco in casa Juventus. Il serbo è andato a segno da subentrato nelle sfide contro Genoa, Parma e Borussia Dortmund. Viceversa, da titolare, Vlahovic non ha saputo incidere quando ha giocato titolare contro Inter e Verona. Tudor si è espresso così. “Non saprei rispondere sul suo impatto da titolare e da subentrato. Sono molto contento della sua media, ho tre attaccanti forti. Si sceglie anche in base all’avversario e un paio di punte sono nuove. Ci sarà spazio per tutti e dovremo sbagliare il meno possibile. Potrebbero anche giocare insieme? Perché no”



