L’eredità perduta di Marotta
La cacciata di Beppe Marotta dalla Juventus nel 2018 segna l’inizio di un declino che brucia ancora. In questi anni all’Inter, Marotta ha guidato i neroazzurri a due finali di Champions e uno Scudetto, mentre in dieci anni ha centrato quattro finali europee con due club italiani. La Juve, invece, dopo la sua uscita, è sprofondata nelle gerachie: cambi di allenatori, cambi al vertice della società, quarti posti, un miliardo di ricapitalizzazioni e inchieste per falso in bilancio. Manager come Paratici, che brillavano con lui, si sono persi senza la sua guida. La guerra di potere scoppiata nel 2018, ha estromesso Marotta e Mazzia. Da quel momento la Juventus è sprofodata in un decennio di caos.
Un errore strategico
Marotta, scelto da Elkann nel 2010, trasformò la Juventus in una macchina da nove Scudetti consecutivi. La sua visione, fatta di acquisti mirati e gestione oculata, creò un gap con le rivali. Si pensi ad esempio agli acquisti di Andrea Pirlo a parametro 0 o Andre Barzagli a sol 300 mila euro. Nel 2018, però, è arrivata la rottura con la Juventus. La società, senza manager di spessore, si affida a Yes Man e amici, come nella Ferrari. Risultato? Errori di mercato (Arthur, Zakaria, Thiago Djalo, Kulusevski, Kelly, Luiz), ripetuti cambi in panchina (Allegri, Sarri, Pirlo, di nuovo Allegri, Motta e Tudor) e preparazione atletica scadente con stagioni funestate da infortuni. Tutto ciò ha portato ai risultati deludenti delle ultime stagioni. Marotta all’Inter ha invece dimostrato che i successi non erano casuali. E gli esempi di operazioni di mercato vincenti negli ultimi anni sono numerosi: colpi di mercato come Marcus Thuram e Hakan Chalanoglu a parametro 0 o il portiere Yann Sommer a soli 6 milioni. Barella, Frattesi, Dumfries Thuram, Pavard, Chalanoglu, Darmian e altri sono alcuni dei colpi di mercato eccellenti di questi anni. La competitività dell’Inter è figlia di un eccellente strategia di mercato che l’ha portata a raggiungere quest’anno una finale di Champions battendo Inter e Bayern Monaco.
Un futuro da ricostruire
L’addio di Marotta, seguito dal no a Conte nel 2019, ha rafforzato l’Inter e indebolito la Juve. Da quel momento l’Inter ha cominciato un ciclo vincente che nelle ultime sei stagioni l’ha portata a vincere 2 scudetti, 2 coppe Italia e disputare 2 finali di Champions. Quest’anno Giuntoli ha provato a ricostruire un progetto con Motta, ma il progetto tecnico è fallito miseramente. La cacciata di Marotta nel 2018 ha dato via a un età di anarchia societaria ed enormi difficoltà sportive. La Juventus, che nel 2018 era un modello, adesso si ritrova a lottare per dei miseri piazzamenti al quarto posto. I fatti parlano chiaro: Marotta vince, mentre la Juve paga i propri errori.



