L’ipocrisia del Fatto Quotidiano contro Spalletti
In un articolo pubblicato recentemente, il Fatto Quotidiano ha definito l’arrivo di Spalletti alla Juventus come un matrimonio di convenienza. Un attacco vergognoso e dettato da risentimento personale contro il tecnico toscano e livore anti Juventino. Nella serie A che ha visto Conte, bandiera Juventina, andare prima all’Inter e poi al Napoli, improvvisamente alcuni osservatori si sono riscoperti “romantici”. Nella Serie A in cui Allegri torna e ritorna tra Juventus e Milan per ben ue vote in 10 anni, alcuni si indignano. Nel mezzo tanta, ma tanta, ipocrisia.
La mentalità dell’Anti
“Un allenatore col Napoli tatuato sul braccio seduto sulla panchina di un club che ha fatto del “Dna Juve” una retorica fanatica e insopportabile. Non d’amore – magari quello arriverà col tempo – ma di convenienza è il matrimonio fra Luciano Spalletti e la Juventus.” inizia l’articolo. “Inutile meravigliarsi delle contraddizioni insite in questa scelta. Spalletti che aveva giurato e spergiurato che non avrebbe potuto più allenare altri club in Italia dopo le emozioni vissute al Maradona, e ora si accasa nel club più odiato dai napoletani, proprio come sospettava Aurelio De Laurentiis che gli fece inserire una clausola anti-Serie A al momento la rescissione.
In altre parole, l’articolo inizia con l’elogio della mentalità “anti”, con la sviolinata per la preveggenza illuminata di ADL che obbliiga giocatori e allenatori a liberarsi a patto che non vadano in altri club italiana. Pretica usata anche da altri dirigenti, vedasi Percassi all’Atalanta con la gestione della querelle Lookman. Questa parte rappresenta l’elogio di quella mentalità pulcinellistica e campanilistica che tanto ha contribuito a rendere la Serie A un campionato di secondo livello. Tutto in una Serie A in cui Conte “per professionalità da allenatore” ha visto perdonati i suoi trascorsi bianconeri quando è andato a Inter e Napoli.
Eppure è risaputo che le bandiere ormai non ci sono più, vedasi l’approdo di Vidal all’Inter o di Sarri alla Juventus. Ma a Spalletti invece non si può perdonare nulla. Spalletti ha esplicitamente detto che il bisogno di allenare un club nasce dalla necessità di riscattare l’onta del disastro in nazionale. Il disastro di Euro 2024 e la disfatta di Oslo hanno cambiato le carte in tavola, pertando si può decidere se ignorare questo fatto per campanilismo oppure prenderne atto e capire le scelte del tecnico. Un tecnico che comunque ha ribadito più e più volte che la stima e l’orgoglio per quanto di buono fatto a Napoli.
“Il mondo Juve ha snobbato Spalletti”: ma Conte era benvoluto da Napoletani e Interisti?
Il mondo Juve che aveva sempre snobbato Spalletti, bollandolo come mediocre e perdente nella sue esperienze passate, dalla Roma all’Inter, quando contro i bianconeri rimediava sempre delusioni cocenti, e ora lo accoglie come salvatore della patria. Le parole, i sentimenti, nel calcio se le porta via il vento e una stagione. Era scontato e per certi versi inevitabile che finissero insieme: perché Spalletti e la Juventus sono l’uno l’ultima spiaggia dell’altro.”
Come se del resto le tifoserie di Napoli e Inter non avessero mai attaccato o preso di mira Antonio Conte per gli anni in bianconero o la squalifica per calciocommesse a Siena nel 2011. Ma capiamo che magari qualcuno ha la memoria corta e ricorda solo ciò che gli conviene quando bisogna dare contro alla Juventus.



