Il ruolo che vacilla
La Juventus sta vivendo un momento di transizione, e anche il ruolo del capitano è cambiato. Manuel Locatelli, designato erede di Danilo, non è più una certezza in campo. In questa stagione, ha passato una partita in panchina e ne ha disputata una sola completa, risultando solo l’ottavo per minuti giocati tra i titolari. La gestione rotante della fascia, iniziata con Thiago Motta e proseguita con Igor Tudor, ha coinvolto Gatti, Cambiaso, Koopmeiners e McKennie. Giorgio Chiellini ha difeso Locatelli: “Il capitano è tale anche quando non gioca, il suo ruolo è importante”. Ma la squadra, con una rosa nuova e giovani come Yildiz, manca di leader stabili.
Mancanza di peso
Tudor ha spiegato il problema: “Leader devono essere tutti, siamo un po’ sotto rispetto a come vorrei. Negli ultimi 2 anni si è costruita una squadra nuova, è mancato peso e campioni nello spogliatoio”. Le sessioni di mercato hanno svuotato il gruppo di riferimenti, con solo cinque giocatori da almeno tre stagioni (Perin, Pinsoglio, Gatti, Bremer, Vlahovic). Chiellini ha aggiunto: “Manca una generazione oltre i 30 anni per reggere la pressione”. La Juventus ha bisogno di equilibrio, e la fascia rotante riflette questa fase. La pausa nazionale ha permesso di riflettere, ma la sfida contro la Lazio è un test per il gruppo.
Prospettive: ritorno alle certezze
La gestione della fascia deve stabilizzarsi per dare identità. Locatelli resta il capitano designato, ma Tudor deve stimolare la personalità di tutti. La dirigenza, con Damien Comolli, punta su continuità, e il CdA del 7 novembre sarà decisivo. La Juventus deve ritrovare il peso che un tempo aveva con Del Piero, Buffon e Chiellini. La partita contro la Lazio, trasmessa su DAZN, potrebbe essere il momento per Locatelli di riaffermarsi, con il gruppo unito per superare la transizione.



