L’opinione di Marinozzi su David
Andrea Marinozzi (ex telecronista Sky), in un video su YT, ha parlato del momento che vive Jonathan David con la Juventus. “Sono clamorosamente sorpreso da questo suo andamento perché quello che avevo visto in questi anni in Ligue 1 e anche in Champions League era un giocatore differente. Ho avuto la fortuna di commentarlo lo scorso anno sia contro il Real Madrid che contro la Juventus dal vivo e mi ha sempre colpito la sua leadership oltre che le sue qualità tecniche. Era un giocatore che trascinava i compagni e portava a spasso gli avversari. Riusciva sempre a caricarsi sulle spalle tutte le responsabilità. Adesso c’è un cambio radicale, non solo passare dalla Ligue 1 al campionato italiano, passare alla Juventus, ma soprattutto dal punto di vista psicologico. Non è più Jonathan David, più altri 10”.
Il caso
Ormai Jonathan David, dall’essere il primo grande acquisto dell’era Comolli, è diventato un caso. Dopo un lungo periodo passato in panchina è tornato titolare, ma le sue prestazioni contro Villareal e Milan sono state disastrose. L’arrivo di David a parametro zero dal Lilla era stato il primo acquisto della nuova dirigenza bianconera guidata da Damien Comolli ed era apparso un chiaro messaggio a Dusan Vlahovic, destinato a lasciare i bianconeri a scadenza nel giugno del 2026. Il canadese, reduce da ottime stagioni al Lille in Ligue 1, sembrava destinato ad essere chiaramente il titolare nel’attacco bianconero. Fin’ora però l’esperienza in Serie A si è rivelata un incubo.
“Jonathan, adesso devi fare qualcosa in più!”
Marinozzi si è poi rivolto direttamente a David: “Adesso il posto non è fisso, da tempo indeterminato a collaborazione a chiamata perché oggi tocca a te, anche se fai gol contro il Parma, poi può capitare di andare in panchina, può toccare a Vlahovic, può toccare Openda a seconda delle caratteristiche degli avversari. Di certo la squadra deve produrre di più, ma tu, Jonathan, devi fare qualcosina in più. Non gettare la spugna, reagisci, prenditi la squadra sulle spalle, nei limiti del possibile, rispetto a quello che facevi nel Lille e anche in nazionale, e cerca di incidere, non aver paura di sbagliare. No”.



