In un intervista a Gazzetta dello sport, Giancarlo Marocchi ha parlato dell’attuale situazione della Juventus, con focus su Spalletti e Zhegrova.
L’intervista a Marocchi
Giancarlo Marocchi, che idea si è fatto di questi primi due mesi della Juventus di Spalletti?
“Si è calato con entusiasmo nell’ambiente bianconero. È arrivato a Torino bello carico come se fosse stato lì ad aspettare quest’occasione. Si sono incontrate due storie, importanti in modo diverso: la sua e quella della Juve. Dopo la Nazionale, lui aveva bisogno di qualcosa di grande per continuare a essere Spalletti. Lo vedo proprio bene, ha il physique du rôle giusto. È concentrato sul presente, ma lui è anche abituato – per il suo modo di essere – a provare a guardare al futuro: il contratto è valido ancora per sei mesi soltanto, ma c’è proprio la percezione che Spalletti abbia voglia di raggiungere il risultato immediato. D’altronde è quello che ha annunciato subito: lottare per stare nel gruppo da cui uscirà la vincente dello scudetto. Però vuole anche capire di cosa ha bisogno la squadra. Secondo me era la cosa più importante per la società: trovare un uomo che indicasse la direzione giusta per uscire dall’impasse degli ultimi quattro anni”.
Ha cominciato dai risultati, ora si sta vedendo anche il suo gioco: sta agendo per gradi…
“È arrivato con una certa idea dei giocatori a disposizione, ma poi quando li alleni ti fai un’idea completa. Spalletti considera come punto di partenza i successi sul Bologna e sulla Roma, con vittorie e prestazioni molto convincenti”.
L’opinione su Spalletti
La Juventus dovrebbe affrettarsi a rinnovargli il contratto?
“Lascerei tutto così com’è, sia per la Juve che per lui. Sono entrambe situazioni che vanno al di là di un contratto”.
Nel mercato di gennaio Spalletti può chiedere al club di rinforzare la squadra?
“Ho la percezione che si stia cercando un centrocampista. McKennie sta giocando così bene come esterno che potrebbe aver riempito un vuoto, quindi solo in estrema emergenza verrebbe considerato come centrocampista centrale. Con Locatelli e Thuram che stanno bene, però, la Juventus sarebbe a posto. In più, migliorare a gennaio non è semplice: bisogna stare attenti, perché ‘completare’ è un conto, ‘migliorare’ tutt’altro. Per capirci: se vuoi migliorare, vai a comprare un titolare. Però se compri un titolare, quello che era titolare fino a ora devi metterlo in panchina. Visto che è servito del tempo per creare gerarchie ed equilibri, in questo momento non conviene fare qualcosa ‘per forza’: sembra che la squadra stia crescendo e c’è bisogno di dare spazio ai giocatori per farli crescere. David e Openda stanno migliorando, per esempio, soprattutto perché stanno giocando di più: in allenamento le valutazioni si possono fare fino a un certo punto. Ecco, preferisco di parlare dei giocatori che già ci sono più che di mercato”


