Se il mondiale di Yildiz è stato una grossa delusione, lo stesso non si può dire per Weston McKennie che sta giocando un gran mondiale.
Certezza a stelle e strisce: McKennie trascina gli USA
Anche oltre oceano e con la maglia della propria nazionale, Weston McKennie si conferma un leader assoluto e un pilastro imprescindibile. Nella vittoria per 2-0 degli Stati Uniti contro l’Australia, il centrocampista è rimasto in campo per tutti i 90 minuti più il recupero, disputando una gara di enorme spessore tecnico e caratteriale. In un match che nascondeva diverse insidie tattiche, la sua capacità di governare la linea mediana ha permesso agli USA di mantenere il controllo del ritmo e di arginare sul nascere le iniziative dei “Socceroos”. La sua continuità di rendimento ad alti livelli non è più una sorpresa, ma una splendida costante per la nazionale statunitense, che attorno al suo dinamismo sta costruendo le proprie fortune sportive.
La prova del centrocampista è stata totale, capace di abbinare una straordinaria visione di gioco a una fase di interdizione a dir poco asfissiante. In fase di possesso, McKennie è stato il vero faro della manovra, creando il maggior numero di occasioni da rete del match (ben 3) e verticalizzando con precisione per i compagni di reparto. Quando c’era da soffrire e stringere i denti, invece, si è trasformato in un autentico frangiflutti davanti alla difesa: i dati statistici della sua partita recitano infatti 4 intercetti, 3 contrasti vincenti, 2 palloni recuperati e 1 liberazione difensiva. Una presenza totale a tutto campo, che ha letteralmente tolto il respiro ai centrocampisti australiani.
Una crescita clamorosa
Questo rendimento superlativo non fa che confermare la crescita e la maturità internazionale raggiunta dal calciatore, ormai diventato un fattore determinante in qualsiasi contesto scenda in campo. McKennie ha avuto un impatto devastante in tutte le partitete. La vittoria contro l’Australia porta a lettere cubitali la sua firma, non per un gol segnato, ma per una leadership silenziosa e una quantità industriale di giocate utili. Gli USA si godono il loro jolly totale, un giocatore fondamentale capace di fare la differenza in entrambe le fasi di gioco e di trascinare l’intero gruppo verso traguardi sempre più ambiziosi.



