Giovanni Carnevali ha stilato una lista di giocatori sacrificabili, e il nome in cima all’elenco è quello di Fabio Miretti.
Bilancio e Fair Play Finanziario: la Juventus si muove entro il 30 giugno
Il primo, cruciale tassello del mercato estivo targato Giovanni Carnevali alla guida della Juventus si preannuncia di natura prettamente economica. Entro la scadenza federale del 30 giugno, infatti, il club bianconero ha l’assoluta necessità di registrare una plusvalenza di circa 13 milioni di euro per conformarsi ai rigidi paletti del Fair Play Finanziario imposti dall’Uefa, chiudendo così l’esercizio contabile 2025/26. Questa manovra si inserisce nel più ampio piano di risanamento societario volto a raggiungere il definitivo equilibrio di bilancio entro la stagione 2027/28, in attesa che nei prossimi giorni venga ufficializzato il nuovo settlement agreement che continuerà a vincolare la gestione della Continassa a un severo rigore finanziario.
Il sacrificio di Miretti e l’ostacolo nella trattativa con il Bologna
Per centrare l’obiettivo economico, il nuovo amministratore delegato ha stilato una lista di giocatori sacrificabili, e il nome in cima all’elenco è quello di Fabio Miretti. Il centrocampista classe 2003, reduce da un’ottima annata in prestito al Genoa nella stagione 2024/25, desidera accumulare un minutaggio superiore e ha già espresso il proprio gradimento per la destinazione Bologna, preferendola alle lusinghe di altri club come Como e Villarreal. Il direttore sportivo degli emiliani, Giovanni Sartori, ha messo sul piatto un’offerta da 14 milioni di euro — a fronte di una richiesta juventina di 15 milioni —, ma l’intesa non è ancora chiusa. Il Bologna, infatti, vorrebbe legare questa operazione alla futura cessione alla Juventus del difensore Jhon Lucumì; tuttavia, la distanza economica tra la valutazione del centrale colombiano (che ha una clausola da 28 milioni) e la reale offerta bianconera rimane per il momento piuttosto marcata.
Le alternative sul mercato e i nodi irrisolti della rosa bianconera
Le vie alternative per raggiungere la quota di 13 milioni appaiono al momento assai complesse e tortuose per la dirigenza torinese. Altri profili in uscita dal club, come Cabal o Adzic, non possiedono una valutazione tale da coprire l’intera somma da soli, mentre i big di reparto come Koopmeiners o Openda comportano ammortamenti troppo elevati per ipotizzare un beneficio contabile immediato a breve termine.
A complicare ulteriormente i piani di Carnevali si aggiunge la ferma posizione dell’attaccante Jonathan David, arrivato a parametro zero e quindi potenziale fonte di plusvalenza netta, il quale ha ribadito l’intenzione di rispettare i suoi cinque anni di contratto senza prendere in considerazione un trasferimento. Le ultime opzioni per sbloccare l’impasse restano dunque legate a un’eventuale cessione eccellente, come quella di Andrea Cambiaso per cui la Juventus chiede non meno di 35 milioni di euro, oppure ai sacrifici dolorosi di elementi cardine come Federico Gatti o Michele Di Gregorio.



