Obbiettivo centrato
La Juventus centra l’obiettivo Champions League con una vittoria sofferta ma cruciale per 3-2 contro il Venezia, nell’ultima giornata di Serie A. Al Pier Luigi Penzo, i bianconeri di Igor Tudor hanno dimostrato carattere, ribaltando una partita iniziata in salita. Dopo appena 80 secondi, Daniel Fila porta in vantaggio i lagunari, gelando la squadra ospite. La reazione, però, è immediata: Kenan Yildiz pareggia al 25’ con un preciso sinistro, e sei minuti dopo Randal Kolo Muani completa la rimonta sfruttando un errore difensivo veneziano. La gara resta aperta, con Ridgeciano Haps che firma il 2-2 al 55’. Decisivo il rigore conquistato da Francisco Conceicao e trasformato da Manuel Locatelli al 73’, che regala i tre punti e il quarto posto, a un punto dalla Roma.
Tra mille difficoltà arriva la qualificazione in Champions League
Nonostante le difficoltà, la Juventus ha mostrato la mentalità che Tudor aveva elogiato in settimana. “Li ho visti concentrati, in crescita”, aveva detto il tecnico, e la squadra ha risposto sul campo. Le sostituzioni di Vlahovic e McKennie hanno portato freschezza, mentre la difesa, pur in emergenza, ha retto gli assalti finali del Venezia. La qualificazione alla Champions 2025-26 è un traguardo fondamentale, non solo per il prestigio, ma anche per le risorse economiche necessarie a rinforzare la rosa. Il successo arriva dopo una stagione complicata, segnata dall’esonero di Thiago Motta e da un progetto tecnico in evoluzione. Tudor, subentrato a marzo, ha dato stabilità, ma il suo futuro resta incerto, con voci che lo vedono vicino all’addio in favore di Antonio Conte. “Saremo chiari prima del Mondiale per Club”, ha dichiarato il croato.
Un punto da cui ripartire
La vittoria relega il Venezia in Serie B, insieme a Empoli e Monza, nonostante la prova coraggiosa dei lagunari. La Juventus, invece, guarda avanti con fiducia. La Champions garantisce visibilità e fondi per il mercato, dove Giuntoli punta su profili come Jonathan David per rafforzare l’attacco. La squadra ha chiuso con 70 punti, frutto di 18 vittorie, 16 pareggi e 4 sconfitte, dimostrando resilienza. I tifosi, pur sollevati, sanno che il quarto posto è il minimo per una squadra con la storia della Juventus. Ora l’attenzione si sposta sul futuro: l’Europa è un punto di partenza per ricostruire una squadra capace di competere ai massimi livelli, con o senza Tudor in panchina. La “Vecchia Signora” è pronta a giocarsi le sue carte.


