François Modesto e Damien Comolli sono finiti sulla graticola con il fallimento della Juventus “francese”. Ormai è certo l’addio di Modesto in estate.
Aria di rivoluzione alla Continassa: Modesto al capolinea, Comolli rischia il posto
Il finale di stagione della Juventus si preannuncia infuocato, non solo sul terreno di gioco ma soprattutto dietro le scrivanie della Continassa. Secondo le ultime indiscrezioni, un nuovo scossone societario è ormai alle porte: l’addio di François Modesto è dato per certo e si consumerà attraverso un esonero formale a fine campionato, mentre la posizione del direttore Damien Comolli si fa di ora in ora sempre più delicata. La proprietà non ha affatto gradito l’andamento della squadra e, a dispetto dei massicci investimenti economici garantiti nelle ultime sessioni di mercato, si ritrova a fare i conti con un bilancio sportivo fallimentare. La proprietà esige un cambio di passo radicale e non è disposta a concedere ulteriori sconti a chi ha guidato l’area tecnica in questa tormentata annata.
Il flop del mercato e la svalutazione della rosa bianconera
Il capo d’imputazione principale rivolto alla dirigenza riguarda la gestione dei nuovi acquisti e la conseguente perdita di valore del parco giocatori. Quasi tutti i volti nuovi arrivati a Torino per fare il salto di qualità sono stati progressivamente messi da parte, finendo ai margini delle rotazioni o retrocessi stabilmente al ruolo di riserve. Questa incapacità degli innesti di imporsi come titolari ha generato un’evidente e preoccupante svalutazione della rosa complessiva, bruciando capitali importanti. Anziché valorizzare l’organico, le scelte di mercato hanno indebolito l’asset patrimoniale del club, sollevando seri dubbi sulla lungimiranza della programmazione e sulla reale sostenibilità tecnica delle strategie adottate negli ultimi mesi.
Il nodo rinnovi: contratti troppo onerosi sotto la lente della proprietà
A far precipitare definitivamente i giudici della proprietà sulla dirigenza si è aggiunta una gestione della politica dei rinnovi contrattuali giudicata troppo frettolosa e decisamente onerosa per le casse del club. Sotto la lente d’ingrandimento sono finiti i prolungamenti già concessi a elementi come Manuel Locatelli, Weston McKennie e Federico Gatti durante la scorsa estate, ritenuti eccessivi nei costi rispetto al reale rendimento offerto in campo. A questo si sommano le perplessità sulle trattative già avviate per i delicati rinnovi di Dušan Vlahović, Khéphren Thuram e Pierre Kalulu. Con un’intera struttura societaria messa sul banco degli imputati, la Juventus si avvia a vivere una lunghissima estate di rifondazione dove nessuno, dai dirigenti ai calciatori simbolo, può considerarsi intoccabile.



