Il momento delicatissimo in casa Juventus continua a far discutere i grandi nomi del passato, e l’ultimo affondo porta la firma prestigiosa di Marco Tardelli. L’ex pilastro bianconero e della Nazionale ha analizzato la crisi d’identità della squadra con la consueta schiettezza, offrendo una disamina severa che spazia dallo spogliatoio fino ai vertici dirigenziali.
Secondo Tardelli, il problema principale risiede nell’anima stessa del club. La sua sentenza è netta: la Juventus attuale sembra aver smarrito la propria essenza originaria e, soprattutto, soffre di una drammatica carenza di leader carismatici all’interno del gruppo. Mancano quelle figure di riferimento capaci di prendere in mano la squadra nei passaggi a vuoto e di trasmettere il peso e il valore della maglia bianconera nei momenti cruciali della stagione.
L’analisi si è poi spostata sui singoli, toccando inevitabilmente il tema caldissimo legato a Dusan Vlahovic. Nonostante i gol pesanti realizzati di recente, per Tardelli il centravanti serbo resta “in debito” nei confronti della Juventus. Le aspettative che lo accompagnano sin dal suo arrivo a Torino richiedono una continuità e un impatto globale sulla manovra che l’attaccante, complici anche alcuni problemi fisici gestiti faticosamente, non è ancora riuscito a garantire appieno. Una situazione che si intreccia inevitabilmente con i forti dubbi sul suo rinnovo contrattuale.
La chiosa finale di Tardelli ha invece preso la forma di una vera e propria stoccata indirizzata a Damien Comolli. Il modo di comunicare e l’approccio rigido dell’amministratore delegato bianconero – basti pensare ai recenti strappi con la squadra e alle dure prese di posizione pubbliche sul piano di ridimensionamento degli ingaggi – non convincono l’ex campione del mondo. Per Tardelli, la gestione delle dinamiche interne richiede una sensibilità e una conoscenza del Dna Juve che l’attuale dirigenza non sembra ancora padroneggiare al meglio.



