Caressa smonta la sconfitta
Il post-partita di Napoli-Juventus 2-1 non è stato solo un funerale per i sogni scudetto bianconeri: è stato una vivisezione spietata, condotta negli studi di Sky con la precisione di un bisturi. Fabio Caressa, al centro dello studio con Luca Marchegiani, Paolo Di Canio, Giuseppe Bergomi e Stefano De Grandis, ha smontato pezzo per pezzo la sconfitta al Maradona, dove un doppio Højlund (7’ e 78’) ha punito una Juventus annaspante, con Yildiz che ha illuso al 59’ con un diagonale da manuale. Risultato: settimo posto a 23 punti, -8 dal Napoli capolista a 31, e un calendario infernale che inizia martedì con il Benfica in Champions. Ma oltre al campo, il dibattito ha scavato nel marcio: una dirigenza che ha scommesso su un “algoritmo” high-tech per il mercato, solo per ritrovarsi con una rosa di bidoni e un allenatore che insegue fantasmi.
Caressa ha aperto le danze con una domanda che ronza da settimane: “Spalletti cercava risposte da questa partita, ma l’impressione è di una distanza abissale tra le due squadre, anche se per tratti è sembrata equilibrata”. Di Canio, visibilmente esasperato, ha annuito con foga: “Nettamente. Distanza caratteriale, attitudinale, fisica. Conte, per necessità, ha reintegrato Neres e Lang – che teneva in naftalina – e li ha lasciati in campo pure dopo il pareggio, resistendo alle pressioni. Politano entra solo dopo il 2-1 per chiuderla, ma quei due? Li ha tenuti perché sta capendo che non è contingenza: è la sua idea che prende forma. Questa è la differenza tra chi vince e chi arranca”.



