Vlahovic, Juventus e il braccio di ferro: no a regali per il Milan
Dusan Vlahovic e il suo entourage, guidato dai fratelli Ristic, hanno alzato l’asticella, richiedendo una buonuscita di 10 milioni di euro (5 al giocatore, 5 agli agenti) per rescindere il contratto con la Juventus e aprire la strada a un possibile trasferimento al Milan. La cifra, riportata da La Repubblica, è considerata inaccettabile dalla dirigenza bianconera, che sotto la guida di Damien Comolli punta a ridurre i costi e le commissioni agli agenti. Vlahovic, con un ingaggio da 12 milioni netti a stagione fino al 2026, rifiuta offerte al ribasso, come i 6-7 milioni proposti dal Milan, e sembra disposto a correre il rischio di restare in panchina pur di non cedere. La Juventus, però, non intende piegarsi: regalare un giocatore a una rivale diretta come il Milan, coprendo parte del suo stipendio, sarebbe un precedente pericoloso.
La strategia della Juventus
La strategia della Juventus è chiara: evitare di perdere Vlahovic a zero nel 2026, ma senza svenderlo. La società ha abbassato la valutazione a 25-30 milioni, ma il serbo, forte del suo contratto, punta i piedi, sperando di negoziare un bonus più vantaggioso come free agent l’anno prossimo. L’esempio di club come il Porto, che non svende Conceicao nonostante il malcontento, o del RB Lipsia, inflessibile con Sesko, è un monito: la Juventus deve tenere il punto per non passare come un “ente benefico”. Concedere una buonuscita o facilitare il passaggio al Milan rafforzerebbe una concorrente e aprirebbe la porta a richieste simili da altri giocatori, minando la credibilità sul mercato.
I parallelismi con Chiesa
La situazione ricorda il caso Chiesa, che nel 2024 ha accettato il trasferimento solo all’ultimo, di fronte alla prospettiva di un anno in tribuna. Vlahovic, reduce da 17 gol e 5 assist in 44 partite nel 2024-25, non è più centrale nel progetto bianconero, che ora punta su Jonathan David e Randal Kolo Muani. La Juventus deve resistere fino al 31 agosto, anche a costo di tenere il serbo in panchina. Pagare per liberarsi di un giocatore che ha deluso rispetto al suo ingaggio sarebbe un errore strategico: meglio onorare il contratto e lasciare a Vlahovic la scelta tra giocare o scaldare la panchina, senza regali a lui o al Milan.



