Paratici rompe il silenzio
Fabio Paratici, ex direttore sportivo della Juventus, ha scelto Sky Sport per la prima intervista dopo la fine della squalifica. A due anni e mezzo dall’inibizione per il caso plusvalenze, il 45enne italo-croato è tornato al Tottenham come co-direttore sportivo. “Dentro di me, ho sempre saputo di non aver fatto nulla di male”, ha detto, ripercorrendo il calvario che ha segnato la sua carriera. Dal 2023, anno della condanna a 30 mesi dalla FIGC per falso in bilancio e plusvalenze fittizie, Paratici ha vissuto mesi di silenzio e riflessione. “Ci si difende quando si ha qualcosa da nascondere. Io sentivo quasi vergogna a doverlo dire”, ha confessato. La Juventus, penalizzata di 10 punti nel 2022/23, ha visto coinvolti Agnelli, Nedved e Arrivabene (quest’ultimo assolto). Paratici, patteggiando, ha chiuso il capitolo penale: “Una scelta responsabile, dopo 4 anni e mezzo di limbo”.
Paratici chiarisce il nodo
Paratici ha chiarito il nodo: “Non per valutazioni artificiali dei giocatori, ma per un principio contabile mai applicato prima. Né dopo”. Ha spiegato come le plusvalenze – scambi come Pjanic-Arthur – fossero prassi nel calcio, ma l’inchiesta Prisma ha cambiato tutto. “Ho vissuto 11 anni pensando solo alla Juve: sport, relazioni, vittorie. La squalifica ha ferito, ma il Tottenham mi ha aspettato”. Squalificato a gennaio 2023, ha scontato il periodo come consulente Spurs, riprendendo pieno ruolo a luglio 2025. “Nessun ‘però, Fabio’. Mi hanno reintegrato esattamente dove ero”. Sul bilancio: “Bravo a scovare talenti, ma serve un controllore per le spese? Ognuno ha il suo stile. Io massimizzo il budget”. Paratici ha raccontato il ritorno a Londra: “Mi hanno fatto sentire a casa. Vittorie si dimenticano, sconfitte restano: Coppa Italia con Samp, Champions con Juve”. Sul Milan, vicinissimo in estate: “Siamo stati molto vicini. Se il matrimonio non si è concluso, non sto qui a chiedermi perché. Il mio passato? Forse ha influito”.


