Gianluca Pessotto ha ripercorso con emozione uno dei momenti più iconici della storia bianconera: il rigore decisivo nella finale di Champions League 1996 contro l’Ajax, vinta ai calci di rigore.Erano le 23.15 del 22 maggio 1996 quando Pessotto si presentò sul dischetto.
Il rigore di Pessotto e la Champions vinta contro l’Ajax
«Non pensavo a niente – ha raccontato in un’intervista esclusiva a Tuttosport – Mi sentivo piccolo mentre camminavo dal centrocampo verso l’area. Non ero uno specialista e non ho avuto tempo di riflettere. Volevo solo tirare e segnare, pensando il meno possibile a dove indirizzare il pallone».Pessotto aveva studiato attentamente il portiere olandese Van der Sar: «Sapevo che si sarebbe tuffato all’ultimo momento, quindi dovevo essere molto preciso». Già dalla mattina aveva la sensazione che la partita sarebbe finita ai rigori. «Dopo la rifinitura, Lippi disse: “Non proviamo i rigori, tanto vinceremo prima!”.Era un modo per caricarci, non presunzione. Dentro di me però mi ero ripromesso di segnarne almeno uno. Ho preso il magazziniere – che era alto la metà di Van der Sar ma più largo – e ho calciato esattamente come poi ho fatto in partita. Sono stato bravo, fortunato, freddo e incosciente».
L’emozione dopo il gol
Dopo il gol, solo gioia pura: «Non ho mai pensato di poter sbagliare. Solo nei giorni successivi ho realizzato la responsabilità che mi ero preso». Nel corso dell’intervista, Pessotto ha parlato anche della Juventus attuale e del suo spirito immortale: «Ci hanno provato un miliardo di volte. Vialli era un rompipalle, Ventrone un saccagna… ma dobbiamo continuare a lottare». Ha ricordato con affetto Marcello Lippi, la Champions League conquistata e quella famosa chiamata dell’Avvocato Agnelli, ammettendo che forse in alcune occasioni la Juve poteva essere più sveglia.L’ex difensore bianconero ha trasmesso un messaggio chiaro: la Juventus ha un’identità forte e, nonostante le difficoltà, non si arrende mai. Un’intervista ricca di retroscena e carica emotiva che riaccende il legame tra il passato glorioso e il presente del club.



