La nuova governance della Juventus: pieni poteri a Giovanni Carnevali
L’insediamento di Giovanni Carnevali come nuovo Amministratore Delegato e Direttore Generale della Juventus segna l’inizio di una vera e propria rivoluzione burocratica e decisionale alla Continassa. Secondo quanto rivelato da Tuttosport, la proprietà ha deciso di concedere al dirigente un raggio d’azione straordinariamente ampio, ridefinendo i limiti di spesa e le autonomie interne del club. Questa mossa riflette la chiara intenzione della holding di snellire i processi legati al calciomercato, affidando le chiavi della ricostruzione sportiva a un profilo di comprovata esperienza ed efficacia manageriale, capace di muoversi agilmente nelle complesse dinamiche delle trattative moderne.
Il cuore operativo di questo nuovo assetto risiede nella cosiddetta “firma singola”. Carnevali avrà infatti l’autorità esclusiva di ratificare operazioni di acquisto e cessione di calciatori fino a un tetto massimo di 50 milioni di euro per singola transazione. Qualora la valutazione di un cartellino o il costo complessivo dell’affare dovesse superare tale cifra, scatterà l’obbligo di un regime a firma congiunta con il presidente Gianluca Ferrero. Questa sinergia tra l’amministratore delegato e la presidenza potrà spingersi, per i singoli trasferimenti, fino a un massimo di 75 milioni di euro. Tali parametri includono sia le componenti fisse che i bonus variabili, garantendo un controllo rigoroso ma flessibile sui grandi investimenti.
Il fronte staff
Un discorso differente e più restrittivo è stato invece pianificato per la gestione dello staff tecnico. Per quanto riguarda la stipula e la risoluzione dei contratti di allenatori, direttori sportivi, preparatori e figure dirigenziali dell’area tecnica, la soglia di autonomia finanziaria a firma singola per Carnevali si abbassa a 10 milioni di euro annui. Anche in questo scenario, per operazioni di portata economica superiore, sarà indispensabile l’avallo combinato del presidente Ferrero, con il medesimo tetto invalicabile fissato a 75 milioni di euro. Questa differenziazione mira a blindare le scelte strategiche sulla guida della squadra, lasciando però le mani libere al rimpasto organico necessario per riportare la Juventus ai vertici del calcio italiano.



