Platini blinda la Juventus: “Nessuno la tocchi, il club è degli Agnelli”
In occasione della ventunesima edizione della Fondazione Vialli e Mauro Golf Cup a Torino, Michel Platini è tornato a parlare a tutto campo, regalando dichiarazioni d’amore eterno e riflessioni profonde sul momento attuale della Juventus. Intervistato dal giornalista Guglielmo Buccheri, Le Roi ha voluto blindare la storia e l’identità profonda del club bianconero, rilasciando una vera e propria dichiarazione di principio che ha subito infiammato il cuore dei tifosi: “Fino a quando sarò in vita io nessuno la tocchi… il club è la famiglia Agnelli”. Con queste parole nette, la leggenda francese ha ribadito il legame indissolubile tra la dinastia storica e la società, allontanando al contempo l’ipotesi di un suo ritorno operativo o istituzionale nei quadri dirigenziali a settant’anni, pur confermando di avere ancora progetti per far crescere il mondo del calcio.
Le parole di Le Roi
L’intervista ha toccato anche le delicate dinamiche del campo e del mercato attuale, in un momento in cui la Juventus si trova aggrappata a scelte non facili che richiederanno grandi idee e creatività. Guardando alla stagione appena trascorsa, Platini ha espresso un pizzico di rammarico intriso di ottimismo: “Penso che se avessimo battuto la Fiorentina ora staremmo qui a parlare di una stagione tutto sommato positiva. Il calcio è fatto di cicli, presto comincerà una nuova storia bianconera”. Sollecitato sui paragoni storici e sulle difficoltà di inserimento dei nuovi innesti, il fuoriclasse francese ha ricordato con affetto il suo arrivo a Torino, quando lo spogliatoio era legatissimo a Liam Brady ma lo accolse senza fargli pesare l’eredità, sottolineando come per un centrocampista sia sempre più facile toccare palloni rispetto a un attaccante, il cui rendimento dipende inevitabilmente dal gioco corale della squadra.
Infine, lo sguardo di Platini si è allargato ai Mondiali in corso di svolgimento, promuovendo il nuovo format a 48 squadre che offre una chance a realtà emergenti come quelle africane. Tra una battuta sul mito di Diego Armando Maradona — definito un “Che Guevara” del pallone — e un pronostico sulla sua Francia e sul Portogallo, Le Roi ha tracciato la rotta per il calcio del futuro. Una visione globale che però non cancella le sue radici: la Juventus resta un affetto vivo, un patrimonio da difendere a oltranza.



