Matthis de Ligt potrebbe essere protagonista di un clamoroso ritorno in Serie A a causa delle difficoltà avute al Manchester United
L’eclissi di un leader: il calvario di de Ligt nel 2026
Il 2026 di Matthijs de Ligt è iniziato nel peggiore dei modi, trasformandosi in una stagione fantasma che solleva pesanti interrogativi sulla sua tenuta fisica. Il difensore olandese non mette piede in campo dallo scorso 30 novembre 2025, quando disputò l’intera gara contro il Crystal Palace.
Da quel momento, un delicato infortunio alla schiena lo ha costretto a un’assenza forzata di oltre quattro mesi, privando i Red Devils di quello che avrebbe dovuto essere il pilastro della retroguardia. Il problema alla schiena è di natura complessa e richiede una cautela estrema nel processo di riatletizzazione per evitare ricadute che potrebbero compromettere definitivamente la sua carriera ad alti livelli. Mentre la squadra si gioca l’accesso alla prossima Champions League, de Ligt osserva dalla tribuna, cercando di ritrovare una condizione atletica che, dopo uno stop così prolungato, rappresenta la prima grande incognita del suo imminente rientro.
L’era Carrick e il nuovo equilibrio difensivo
Oltre alle difficoltà cliniche, de Ligt deve fare i conti con un mutamento radicale delle gerarchie interne al Manchester United. Dall’arrivo di Michael Carrick in panchina, la squadra sembra aver trovato una solidità difensiva inaspettata grazie al tandem composto dall’esperto Harry Maguire e dal giovane talento Leny Yoro, con Lisandro Martinez come prima alternativa di lusso.
Questo nuovo assetto ha garantito risultati e stabilità, mettendo in discussione la necessità di reinserire immediatamente l’olandese come titolare inamovibile. Prima del KO, de Ligt era stato l’unico difensore a disputare 90 minuti in ogni singola partita per tredici gare consecutive, ma oggi quel ruolo di “stakanovista” sembra appartenere al passato. Carrick accoglierà con favore il suo ritorno per il rush finale, ma non è affatto scontato che l’ex juventino riesca a spodestare i protagonisti dell’attuale striscia positiva, finendo per diventare un comprimario di lusso in un momento della stagione dove gli esperimenti non sono ammessi.
Considerazioni economiche e sirene di mercato
Il terzo e forse più spinoso capitolo riguarda l’aspetto finanziario. Con uno stipendio da 6,6 milioni di euro netti a stagione (circa 12 milioni al lordo) e un contratto blindato fino al 2029, de Ligt è attualmente il quarto giocatore più pagato della rosa. Un costo così elevato difficilmente si concilia con un ruolo di alternativa dalla panchina, spingendo la dirigenza dello United a riflessioni profonde sul mercato estivo.
Sebbene il Barcellona sembri aver virato su altri obiettivi e club come Tottenham o Chelsea restino alla finestra, non è escluso un clamoroso ritorno d’interesse dalla Serie A. Club come Inter o Milan, alla ricerca di profili internazionali per elevare il tasso tecnico delle proprie difese, potrebbero monitorare la situazione, sebbene l’ingaggio monstre resti lo scoglio principale. Se la fase di rientro non dovesse convincere Carrick e la proprietà, il Manchester United potrebbe seriamente prendere in considerazione offerte importanti per alleggerire il monte ingaggi e reinvestire su profili più integri, segnando la fine dell’esperienza inglese di de Ligt dopo soli due anni.



