La Juventus al Bernabeu lotta, ma non basta
Per cinquantotto minuti, il muro della Juventus ha retto. Un fortino di sacrificio, sudore e grinta costruito da Tudor con un prudente 5-3-2. Di Gregorio ha parato l’impossibile, negando al Real Madrid un vantaggio che sembrava inevitabile. Vlahovic in un contropiede solitario ha sfiorato il gol ma Courtois, col polpaccio, ha detto no. Poi, il lampo: Vinicius salta Kalulu e McKennie, palo, rimbalzo, e Bellingham segna con Kelly che si perde l’uomo (dopo essere stato saltato da Guler nel primo tempo causando un occasione enorme pe Mbappè). Nel finale arriva l’occasione per pareggiarla, ma il subentrato Openda spreca malamente tutto.
Da Como a Madrid: cos’è successo
ll ricordo dello scempio visto a Como rende questa partita quasi un miglioramento, ma non bisogna essere felici. La Juventus vista al Bernabeu è operaia, disciplinata, ma priva di quella mentalità vincente che l’ha resa grande Mancano i lampi, i giocatori sbagliano cose semplici (Vlahovic e Openda si sono divorati grosse occasioni) e l’allenatore sembra cercare più di contenere i danni. Tudor ha scelto la prudenza, senza facce nuove, forse un messaggio al mercato. Joao Mario, ad esempio, avrebbe potuto sfruttare il buco a destra del Real con i suoi cross. Soprattutto vedendo quanto ballava la retroguardia dei blancos, andata varie volte in difficoltà contro un attacco non certo irresistibile come quello bianconero. Del resto, il Real Madrid aveva preso 5 gol recentemente nell derby contro ‘Atletico, i problemi difensivi degli uomini di Xabi Alonso sono ben noti. Mancanze che forse potevano essere sfruttate, ma non è andata così. La squadra ha corso, ha lottato, ma è rimasta in mezzo: né grande, né piccola. Solo lì, con un filo di speranza nei dettagli e nella giocata dei singoli.
La speranza nei singoli
Le parate di Di Gregorio, i guizzi di Yildiz, le sgroppate di Thuram e le fiammate del partente Vlahovic. Attualmente il popolo bianconero si aggrappa a questo, le giocate dei singoli nella speranza che accada qualcosa. Esattamente come accaduto nel’ultima vittoria bianconera, oltre 7 partite fa, quando Adzic ha trovato la botta da centrocampo all’ultimo minuto contro l’Inter. Ma contro una squadra come il Real Madrid, buttarla sulle giocate dei singoli è un errore fatale visti i nomi del calibro di Mbappè, Vinicius e Bellngham che vincono le partite con un singolo guizzo. Adesso bisogna guardare avanti. La squadra sembra coesa, ma modesta. Se si vuole tornare grandi serve decisamente ben altro.


