L’inchiesta Prisma potrebbe essere partita da alcune intercettazioni e dossier illegali come quelli scoperti a Perugia
Il Corriere dello Sport spinge sullo scandalo che ha coinvolto – stavolta come possibile vittima – anche la Juventus. La stessa Juventus che dall’inchiesta Prisma ha rimediato anni complicatissimi, ma che dall’inchiesta di Perugia può avere motivi per recriminare. Il terremoto giudiziario-giornalistico su cui sta indagando il pm Raffaele Cantone sta svelando diverse ombre. Com’era logico che fosse, del resto. Perché se tra le migliaia di intercettazioni e dossier illegali aperti con la compiacenza di giornalisti complici c’è anche materiale indirizzato ad Andrea Agnelli, Max Allegri o Cristiano Ronaldo, l’associazione diventa quasi scontata.
Juventus, a Perugia dettagli su come si è arrivati a Prisma
Juventus, Prisma frutto dei dossier illegali? I dettagli dall’inchiesta di Perugia
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Avevano l’abitudine di “intrufolarsi” in vari conti correnti dei soggetti che prendevano di mira, i pm e i complici indagati nell’inchiesta perugina. Così dopo lo strappo con la Superlega nasceva il “dossier Agnelli”, dopo il cambio allenatore il “dossier Allegri” e con la probabile partenza anche il “dossier Ronaldo”. Chi continua ad indagare su “chi indagava” è ovviamente Raffaele Cantone, il quale riporta che uno dei giudici implicati, Antonio Laudati, andava insieme ad altri alla ricerca di eventuali prove su soggetti non attenzionati dalle forze dell’ordine, allo scopo di convincere i loro superiori a far partire inchieste e avviare le macchine del fango. Gli “altri”, peraltro, sarebbero a centinaia, secondo quanto emerso. Sarebbe coinvolto anche il presidente della Figc Gabriele Gravina.
C’è chi sta ipotizzando un legame tra tutto questo e l’inchiesta Prisma, quella che ha portato la Juventus ha un patteggiamento con le autorità, penalizzazioni in classifica e nelle coppe che il club sta scontando anche quest’anno, insomma, tutto ciò che conosciamo. La coincidenza temporale, del resto, è piuttosto evidente. Ovviamente, resta complicatissimo – se non impossibile – dimostrarlo giuridicamente, ma forse i magistrati al lavoro a Perugia potranno riservarci delle sorprese…


