Con la finestra invernale chiusa da poche ore, emerge con chiarezza il motivo per cui la Juventus ha fatto bene a non forzare l’arrivo di Randal Kolo Muani o Mauro Icardi, nonostante le speculazioni intense degli ultimi giorni. Luciano Spalletti e la dirigenza, guidata da Damien Comolli e con il contributo strategico di Giorgio Chiellini, hanno privilegiato un approccio oculato: evitare investimenti rischiosi o operazioni che potessero destabilizzare l’equilibrio economico e tattico, puntando invece sulla qualità interna e sul rientro imminente di Dusan Vlahovic.
Per Randal Kolo Muani, l’obiettivo principe della Juventus fino all’ultimo, il Tottenham ha chiuso ogni spiraglio: Thomas Frank ha ribadito di voler tenere il francese, reduce da una prestazione convincente in Champions League contro l’Eintracht Francoforte. Nonostante l’intesa verbale con il PSG (proprietario del cartellino) e la volontà del giocatore (che ha già vestito la maglia bianconera con 10 gol in 22 presenze nella scorsa stagione), gli Spurs non hanno trovato un sostituto adeguato e hanno bloccato il prestito anticipato. Portarlo a Torino avrebbe significato costi elevati (prestito oneroso più eventuale obbligo) e il rischio di un profilo non al top della forma attuale – Kolo Muani ha alternato panchine e prestazioni altalenanti a Londra. La Juve ha evitato di indebolire il bilancio per un’operazione incerta, preferendo conservare risorse per l’estate, quando potrebbe riprovarci con maggiore forza.



