Juventus, la matematica non mente: 10 punti persi contro avversari abborabili
Dieci punti lasciati su ventuno disponibili in match contro squadre abbordabili. Il dato è impietoso per la Juventus. Un dato che non lascia spazio a interpretazioni: Torino, Lecce, Cagliari, Sassuolo, Verona, Fiorentina. Sette partite, sette occasioni sprecate o quasi, un bottino misero che spiega da solo perché la qualificazione in Champions League stia diventando sempre più un miraggio.Non si tratta di sfortuna, non si tratta di episodi arbitrali, non si tratta di un calendario impossibile. È una questione di livello, di consistenza, di capacità di chiudere le partite quando servono i tre punti. La Juventus non vince contro avversari sulla carta abbordabili, non capitalizza il dominio, non sa gestire il vantaggio, non ha cattiveria quando conta. Dieci punti punti persi in sette gare contro squadre abbordabili non sono casualità: sono il riflesso di una squadra che, al momento, non è all’altezza di competere per un posto in Europa che conta.
Le opportunità perse
Il calendario recente ha offerto opportunità concrete per avvicinarsi al treno Champions, ma la squadra ha risposto con prestazioni altalenanti, errori individuali ricorrenti, mancanza di cinismo sotto porta e una difesa che concede troppo anche contro squadre che non creano grandi volumi. Il pareggio con il Sassuolo, il pareggio casalingo contro il Torino (con i granata che poi hanno preso goleade a valanga come contro il Como), la sconfitta a Cagliari, i due punti persi contro il Lecce, i due pareggi contro la Fiorentina e il Verona penultimo: sono tutte partite che una squadra ambiziosa deve vincere, o almeno non deve perdere. La classifica non perdona. Ogni punto lasciato per strada in queste gare pesa doppio, triplo rispetto a quanto potrebbe pesare in un altro momento della stagione.
La Juventus ha dimostrato di poter giocare bene a sprazzi, di poter creare occasioni, di poter tenere testa alle grandi, ma non ha la continuità, la solidità e la fame necessarie per trasformare il possesso in risultati concreti contro squadre di medio-bassa classifica. Se la Champions dovesse sfuggire, non sarà per un episodio isolato o per una congiura esterna. Sarà perché, in sette partite decisive, la squadra ha raccolto solo quattro punti. Non è casualità. È non essere, al momento, all’altezza. La strada resta aperta, ma il margine si assottiglia pericolosamente. Servono vittorie, non spiegazioni. La Juventus deve dimostrare di valere il posto che vuole occupare. Altrimenti, i numeri continueranno a parlare da soli.



