Juventus e il caso Milinkovic-Savic: un rompicapo tattico
Le voci su un possibile ritorno di Sergej Milinkovic-Savic in Italia hanno riacceso dibattiti tra i tifosi, ma sollevano interrogativi sulla coerenza tattica del progetto di Igor Tudor. Il serbo, reduce da due stagioni in Arabia Saudita, è un nome che affascina, ma il suo profilo sembra incompatibile con il 3-4-2-1 del tecnico croato. Milinkovic, mezz’ala di qualità, non trova collocazione in un modulo senza mezzeali, e il suo ingaggio monstre appare fuori portata per una società attenta al bilancio. Tudor, in conferenza stampa, non ha commentato direttamente, ma ha ribadito la necessità di “giocatori funzionali al progetto”. Le indiscrezioni, però, alimentano dubbi: è un obiettivo reale o una boutade giornalistica?
Un mercato confuso e il peso delle scelte passate
La gestione del mercato juventino, dal 2021 a oggi, è stata segnata da errori che hanno bruciato talenti come Vlahovic, Chiesa e Koopmeiners, costretti a adattarsi a moduli poco idonei. L’ipotesi Milinkovic sembra l’ennesima scelta scollegata dalle esigenze tattiche, con una rosa già ricca di mezzeali (Koopmeiners, Thuram, McKennie) inutilizzabili nel sistema attuale. Eppure, il caos tattico delle ultime gare, con Openda e David sacrificati per un Vlahovic in bilico, evidenzia una mancanza di chiarezza. Aggiungere Milinkovic rischierebbe di esacerbare il problema, con un investimento economicamente e tecnicamente discutibile.
Verso un calcio più elastico: la lezione di Lippi e Conte
La Juventus deve imparare dal passato: tecnici come Lippi e Conte hanno costruito successi adattando i moduli ai giocatori, non viceversa. Continuare con il rigido 3-4-2-1 di Tudor, ignorando le caratteristiche di elementi come Koopmeiners o i nuovi arrivi Openda e David, rischia di affossare investimenti onerosi. A gennaio, servirebbe un regista puro, capace di dettare i tempi in un 4-3-3 o 4-3-1-2, moduli più adatti alla rosa. Tudor, incalzato dai giornalisti, ha glissato: “Parliamo di Atalanta, non di mercato”. Ma il tempo stringe: senza una svolta tattica, la Juventus rischia di ripetere gli errori di Allegri e Motta, dilapidando talenti e ambizioni.



