Ravezzani senza filtri
Fabio Ravezzani, direttore di TeleLombardia, non ha risparmiato critiche alla Juventus dopo l’1-1 contro l’Atalanta del 27 settembre 2025. Sul suo account X, il giornalista ha ribadito le sue perplessità su Jonathan David: “Avevo dubbi su di lui, e i fanatici si erano scatenati”. Il canadese, ex Lille, è rimasto in panchina per tutta la partita, senza incidere in un match deciso dai gol di Juan Cabal e Kamal Sulemana. Ravezzani ha puntato il dito anche su Igor Tudor: “Passa più tempo a lamentarsi che a migliorare la squadra”. Le parole, dure ma analitiche, riflettono un momento di riflessione per i bianconeri, secondi con 11 punti, superati da Roma e Napoli in vetta. Il direttore invita a un cambio di passo, nonostante il potenziale della rosa.
David e Tudor: il contesto
Jonathan David, arrivato per portare gol e freschezza, non ha ancora convinto, con zero minuti contro l’Atalanta e un solo gol stagionale. Le scelte di Tudor, che ha preferito Loïs Openda e Vasilije Adzic, hanno sollevato dibattiti, con il tecnico croato che difende il suo 3-4-2-1: “La stagione è lunga, tutti avranno spazio”. Ravezzani critica l’approccio di Tudor, accusandolo di focalizzarsi troppo sulle proteste arbitrali, come dopo Verona, piuttosto che su soluzioni tattiche. La Juventus, con 12 gol in 5 gare, ha un attacco prolifico ma una difesa fragile (8 gol subiti), e l’assenza di Gleison Bremer per infortunio al ginocchio ha complicato il match. Il pareggio con l’Atalanta, squadra imbattuta, non è un disastro, ma Ravezzani chiede più concretezza per puntare allo scudetto.
Prospettive: verso la Champions
Le critiche di Ravezzani arrivano in un momento chiave, con la Juventus che prepara la trasferta col Villarreal in Champions League. La squadra deve risolvere il “rebus attaccanti”, con David, Vlahovic e Openda in competizione, e rafforzare la difesa senza Bremer, con Federico Gatti e Daniele Rugani pronti a subentrare. Tudor, che ha elogiato Kenan Yildiz (“Può giocare ovunque”), deve trovare equilibrio. Ravezzani, pur critico, riconosce: “Nulla è perduto”. La Juventus, con un calendario fitto, ha bisogno di David più incisivo e di un Tudor più focalizzato sulla crescita tattica. La sfida europea sarà un banco di prova, con i tifosi che sperano in una risposta sul campo per zittire le critiche e riprendere la corsa al primato.



