La rottura con lo spogliatoio
L’esonero di Igor Tudor, ufficiale il 27 ottobre 2025, ha rivelato tensioni interne alla Juventus. I tre ko consecutivi (Como, Real Madrid, Lazio) hanno accelerato la crisi dei bianconeri , ma dietro le quinte c’erano dissapori con parte del gruppo. L’ex tecnico Igor Tudor, che aveva portato la squadra al quarto posto per la Champions, ha pagato una mancanza di equilibrio tattico e una comunicazione spesso polemica. La dirigenza, con Damien Comolli e Giorgio Chiellini, ha deciso il cambio, ma le dinamiche interne hanno giocato un ruolo. Alcuni giocatori, frustrati per le rotazioni e la gestione, avevano espresso dubbi in privato, contribuendo a un clima di sfiducia.
I tre fedelissimi
Non tutti erano contro Igor Tudor: tre giocatori lo hanno difeso pubblicamente. Kenan Yildiz, talento turco con un fastidio al ginocchio, ha postato su Instagram: “Grazie di tutto mister Tudor, in bocca al lupo per il futuro”, con una foto che lo abbraccia. Gleison Bremer, leader difensivo, ha condiviso lo stesso messaggio, sottolineando l’eccezionalità del croato. Mattia Perin, portiere di riserva, ha aggiunto empatia: “Compagno eccezionale”. Questi gesti, brevi ma sinceri, riflettono un legame meritato, nonostante la crisi. Yildiz e Bremer, chiave per la squadra, hanno mostrato rispetto, mentre Perin ha evitato polemiche. La loro fedeltà contrasta con il dissenso di altri, come alcuni italiani che lamentavano la mancanza di chiarezza nei ruoli.
Brambilla e l’Udinese
Massimiliano Brambilla, tecnico della Next Gen, guiderà la Juventus contro l’Udinese mercoledì, una soluzione interna per stabilizzare. La dirigenza valuta Luciano Spalletti per il lungo termine, con Comolli che punta su un progetto stabile. La pausa nazionale offre riflessione, mentre la Champions contro il Villarreal è all’orizzonte. La Juventus deve ritrovare unità, con i fedelissimi di Tudor come esempio per il gruppo. Il CdA del 7 novembre sarà decisivo, ma ora serve reazione



