Le voci su un possibile arrivo last-minute di Mauro Icardi alla Juventus hanno acceso il calciomercato negli ultimi giorni di gennaio, ma alla fine l’operazione non si è concretizzata. L’argentino, 32 anni e in forza al Galatasaray (contratto in scadenza a giugno 2026), era stato sondato dai bianconeri come soluzione d’emergenza per rinforzare l’attacco privo di Dusan Vlahovic (out fino a marzo). La pista è nata dopo le parole di Luciano Spalletti in conferenza pre-Parma, dove il tecnico ha elogiato Icardi definendolo “uno dei migliori finalizzatori che abbia mai allenato”, paragonandolo a Victor Osimhen per istinto killer in area: “Tra lui e Osimhen devi solo decidere come entrare in casa: se citofonare o buttare giù la porta”.
Icardi ha mostrato apertura immediata: secondo fonti attendibili, avrebbe risposto positivamente alla proposta della Juventus di un contratto di sei mesi con opzione per un ulteriore anno in caso di qualificazione Champions, motivando con fiducia: “Se mi prendete, segno dieci gol in sei mesi e poi mi confermate per l’anno prossimo”. L’ex capitano dell’Inter (sotto Spalletti tra 2017 e 2019) vedeva nel ritorno in Serie A un’opportunità per rilanciarsi, dopo una stagione solida in Turchia
In sintesi, non è stato un “no” ideologico a Icardi (Spalletti lo apprezza tecnicamente e il giocatore voleva venire), ma una valutazione realistica: troppi ostacoli economici e strategici per un’operazione breve e rischiosa. La Juventus ha preservato risorse e equilibrio, puntando sulla rosa attuale per il rush finale di stagione.



