La Juventus si interroga sul proprio mercato offensivo e, nelle ultime ore, attorno a Loïs Openda si sono intensificate riflessioni che fino a poche settimane fa sembravano premature. L’attaccante belga era stato uno dei nomi più richiesti dalla dirigenza per dare velocità e aggressività al nuovo progetto tecnico, ma il rendimento discontinuo della stagione ha aperto dubbi sia dentro il club sia nello staff di Luciano Spalletti.
L’allenatore bianconero continua pubblicamente a difendere il giocatore, ma nelle valutazioni interne sarebbe emersa la convinzione che la Juventus non sia riuscita a sfruttarne davvero le caratteristiche. Openda è stato spesso utilizzato lontano dalla porta, costretto a lavorare più in ampiezza che in profondità, perdendo così quella capacità di attaccare gli spazi che aveva fatto la differenza tra Bundesliga e Ligue 1. In più occasioni Spalletti ha cambiato assetto tattico nel tentativo di trovare equilibrio, alternando Vlahovic, Yildiz e Conceição senza però riuscire a costruire una continuità offensiva convincente.
La sensazione, alla Continassa, è che il problema non riguardi soltanto il singolo giocatore ma l’intera costruzione del reparto avanzato. La Juventus ha investito molto negli ultimi due mercati senza trovare un attacco realmente complementare, e proprio Openda è diventato il simbolo di una squadra che spesso crea meno di quanto dovrebbe rispetto al potenziale tecnico disponibile. Per questo motivo non viene esclusa una separazione già in estate, soprattutto se dovessero arrivare offerte importanti dalla Premier League, campionato ritenuto più adatto alle sue qualità atletiche e di transizione.



