Dopo il mancato approdo alla Juventus a Gennaio, Mateta ha chiuso il cerchio regalando una storica Conference League al Crystal Palace. Vittoria del trofeo in cui il bomber francese ha messo la firma siglando la rete del trionfo in finale contro il Rayo Vallecano.
Mateta: il grande rimpianto di gennaio e le colpe di una scelta
A volte i treni del calciomercato passano una sola volta e lasciano dietro di sé una scia di profondi rimpianti. Guardando oggi lo straordinario livello raggiunto da Jean-Philippe Mateta, la Juventus non può che mordersi le mani per una gestione della sessione invernale che si è rivelata a dir poco fallimentare. A gennaio, infatti, l’attaccante francese sembrava ormai promesso sposo della Torino bianconera. La dirigenza, tuttavia, decise clamorosamente di virare su altri profili per poi, incomprensibilmente, non acquistare nessun rinforzo per il reparto avanzato. Successivamente si inserì anche il Milan, ma l’affare sfumò per presunti dubbi legati a un problema al ginocchio. La verità, probabilmente, è che a Torino mancarono il coraggio e la disponibilità economica per investire circa 35 milioni di euro su una punta fisica e di peso; una miopia strategica che la Juventus ha pagato a caro prezzo nella seconda parte della stagione.
La smentita sul campo: un gigante da sedici gol
Mentre la Juventus faticava a trovare la via della rete e un punto di riferimento offensivo solido, Mateta restava al Crystal Palace — inizialmente anche controvoglia — a fare l’unica cosa che gli riesce meglio: segnare. I timori bianconeri sulla sua tenuta fisica si sono sgretolati nel giro di poche settimane: il francese ha saltato appena un mese per infortunio, dimostrando una continuità e una potenza atletica devastanti. Con ben sedici gol stagionali messi a referto in Premier League, Mateta ha trascinato i suoi compagni a suon di prestazioni dominanti, guadagnandosi persino la meritatissima convocazione con la Francia per il Mondiale. Un profilo totale, fatto di centimetri, muscoli e cinismo sotto porta, che avrebbe fatto comodamente svoltare la stagione sterile e opaca degli uomini di Torino.
La notte della storia e il verdetto del campo
Il culmine di questo clamoroso rimpianto si è materializzato nella notte più importante. Nella finale di Conference League contro il Rayo Vallecano, è stato proprio Jean-Philippe Mateta a scrivere la storia del Crystal Palace, siglando il gol decisivo dell’1-0 che ha regalato al club inglese il primo storico trofeo europeo. Per il bomber transalpino si tratta del terzo titolo conquistato negli ultimi dodici mesi. Analizzando il modo deludente in cui si è conclusa l’annata della Juventus, è evidente come il destino abbia premiato il giocatore: restare in Inghilterra è stata la decisione migliore per la sua carriera. Ai bianconeri non resta che guardare da lontano i festeggiamenti, con l’amara consapevolezza di aver perso l’opportunità di tesserare un leader vero. Applausi a scena aperta per il Crystal Palace e per un monumentale Jean-Philippe Mateta.



