Yildiz, il gioiello in bilico
Kenan Yildiz, il fenomeno turco di 20 anni che ha illuminato la Juventus con dribbling ubriacanti e gol pesantissimi, è al centro di un intreccio che tiene con il fiato sospeso tifosi e dirigenza. Il suo rinnovo contrattuale, in fase di stallo da settimane, sta aprendo crepe che le big europee stanno osservando con l’acquolina in bocca. Chelsea, Arsenal e Real Madrid, secondo quanto trapela da fonti affidabili, sono pronte a piombare sull’attaccante classe 2005 l’estate prossima, offrendogli quell’ingaggio da top player che la Juve fatica a garantire. Yildiz, con il suo contratto attuale fino al 2029 a 1,7 milioni netti annui (19° in rosa, dietro persino a Perin e Rugani), aspira a un adeguamento a 6 milioni – cifra allineata a Jonathan David, ma sotto Vlahovic (in scadenza 2026 e possibile ritocco al ribasso). La società bianconera, vincolata dal tetto UEFA al 70% costi/ricavi, non va oltre i 5 milioni: colloqui sospesi, ma tempo ce n’è.
Lo stallo contrattuale
La trattativa, avviata a ottobre con l’entourage del ragazzo (guidato dal padre e dall’agente Fali Ramadani), si è inceppata su numeri e clausole. Yildiz, reduce da una stagione da 8 gol e 6 assist in 38 gare (2024/25), si sente stella indiscussa: numero 10, capitano in pectore, uomo copertina per le vendite maglie. “Vuole garanzie sul progetto”, filtrano dal suo campo, puntando a un’estensione al 2030 con bonus legati a presenze e trofei. La Juve, con bilancio in pareggio da blindare, resiste: “Siamo ottimisti, ma sostenibili”, dice Damien Comolli, nuovo AD. John Elkann, grande estimatore (lo ha voluto come testimonial), potrebbe sbloccare con un intervento personale – come fece per Vlahovic. Ma la distanza resta: 1 milione annuo, più garanzie anti-svincolo. Senza accordo, estate calda: valore Transfermarkt 75 milioni, Juve ne chiede 100 per cederlo.


