Robertson-Juve, sfuma il sogno scozzese: il terzino sceglie il Tottenham di De Zerbi
La prima, vera doccia fredda del mercato estivo della Juventus arriva dalla corsia mancina. La trattativa per portare a Torino Andrew Robertson è ufficialmente tramontata, costringendo Damien Comolli a cancellare uno dei nomi più prestigiosi e caldi dalla lista dei desideri. Il forte terzino scozzese, colonna e leader carismatico del Liverpool, era stato individuato come il tassello ideale per aggiungere l’esperienza internazionale e la mentalità vincente richieste a gran voce da Luciano Spalletti. Nonostante un forte inserimento last-minute e una proposta economica concreta formulata dal club bianconero per provare a ribaltare le gerarchie, l’affondo non ha prodotto gli effetti sperati, lasciando la Continassa con il rimpianto di un grande colpo sfumato.
Dietro il no di Robertson alla Vecchia Signora c’è il forte richiamo della Premier League e, soprattutto, la parola data al Tottenham. Gli Spurs, reduci da una stagione complicatissima ma pronti a rilanciarsi sotto la guida del nuovo manager Roberto De Zerbi, avevano bloccato il calciatore già da diverso tempo. Il richiamo del tecnico italiano e la prospettiva di rimanere nel campionato più competitivo del mondo hanno spinto il capitano della nazionale scozzese a declinare l’offerta juventina, preferendo legarsi formalmente al club londinese. Robertson ha scelto di rispettare i patti verbali precedentemente presi con la dirigenza inglese, sbarrando di fatto le porte al corteggiamento di una Juventus orfana del palcoscenico della Champions League.
Le prossime mosse di Spalletti e Comolli
Il verdetto di questo duello di mercato costringe ora Comolli e Spalletti a rivedere rapidamente i piani per la fascia sinistra. Sfumato l’ex Liverpool, che a Torino avrebbe dovuto raccogliere un’eredità pesante e blindare una corsia che ha mostrato evidenti lacune nell’ultima stagione, la dirigenza è chiamata a trovare valide alternative sul mercato internazionale. Non c’è tempo per piangersi addosso: il fallimento della pista Robertson rappresenta un chiaro campanello d’allarme sulle difficoltà di attrarre top player senza i ricavi e il prestigio della massima competizione europea, un ostacolo che il plenipotenziario bianconero dovrà aggirare con intuito e rapidità nelle prossime settimane.



