Il paradosso Openda: 40 milioni per un “fantasma”, la Juve obbligata al riscatto
Nel calcio, a volte, i numeri raccontano storie contraddittorie. È il caso di Lois Openda, il cui futuro alla Juventus sembra ormai segnato da un destino beffardo. Secondo quanto riportato da Tuttosport, nonostante un rendimento definito “disastroso”, il club bianconero è ora legalmente e aritmeticamente obbligato a procedere al riscatto definitivo dell’attaccante belga dal Lipsia.
L’aritmetica della beffa: il caso Openda
Il nodo della questione risiede nelle clausole contrattuali stipulate l’estate scorsa. L’obbligo di riscatto era legato a condizioni di classifica facilmente raggiungibili: la permanenza della Juventus nella “parte sinistra” del tabellone (le prime dieci posizioni). Con la recente combinazione di risultati — la vittoria della squadra di Spalletti contro l’Atalanta e il contemporaneo stop del Sassuolo — la certezza matematica è arrivata. Anche nell’ipotesi peggiore, i bianconeri non potranno scendere sotto l’undicesimo posto, facendo scattare automaticamente l’acquisto del cartellino.
Un investimento da oltre 40 milioni
Le cifre dell’operazione, analizzate nel dettaglio dalla testata torinese, sono da capogiro se paragonate al contributo fornito in campo. Openda è costato inizialmente 3,3 milioni di prestito, a cui si aggiungeranno ora 40,6 milioni per il riscatto, pagabili in quattro anni. Se si considerano i bonus e l’ingaggio da 4 milioni netti a stagione fino al 2030, il peso dell’attaccante sulle casse del club sarà di circa 17,55 milioni di euro annui in termini di ammortamento.
Fantasma in campo
Il vero “disastro”, tuttavia, è tecnico. A fronte di un investimento complessivo che sfiora i 45 milioni, il belga ha collezionato appena 993 minuti in 33 presenze, trovando la via del gol in sole due occasioni. Numeri che hanno spinto opinionisti come Alessio Tacchinardi a definire l’esperienza di Openda come “pessima”. Mentre i social ironizzano sulla sua assenza dai festeggiamenti del gruppo, la dirigenza si ritrova tra le mani un “fantasma” da 40 milioni che peserà enormemente sul bilancio dei prossimi anni.


