Lo studio di Pressing è stato teatro di un feroce dibattito tra la fazione dei giochisti e dei risultatisti nell’analisi sulla situazione della Juve dopo la sconfitta casalinga contro la Fiorentina.
Rissa furibonda a Pressing: scontro totale sulla Juventus tra “giochisti” e “risultatisti”
Il salotto televisivo di Pressing si è trasformato in un autentico ring durante l’ultima puntata, dando vita a una delle risse verbali più furiose degli ultimi anni. Al centro della pesantissima discussione, la gestione della Juventus e il rendimento della squadra sotto la guida di Luciano Spalletti, subentrato a stagione in corso dopo l’addio a Igor Tudor. A far scoppiare la scintilla è stata la provocazione di Fabrizio Biasin, secondo cui Spalletti avrebbe ereditato una vera e propria “zavorra” dalla precedente gestione tecnica, scatenando l’immediata e furiosa reazione del blocco dei “risultatisti” composto da Sandro Sabatini e Franco Ordine. In un crescendo di urla e interruzioni, lo scontro si è rapidamente polarizzato tra chi difende i miglioramenti statistici della nuova guida tecnica e chi, invece, accusa la fazione opposta di portare avanti una crociata puramente ideologica basata sul bel gioco.
“Colpa tua e dei gemelli!”: accuse incrociate e veleni in diretta
Il dibattito è degenerato quando Riccardo Trevisani ha preso le difese dell’attuale allenatore bianconero, sottolineando come, analizzando il blocco delle ultime 28 partite dal suo arrivo, la Juventus sia virtualmente seconda in classifica per punti fatti, subito dietro all’Inter. Una lettura che ha letteralmente fatto infuriare Franco Ordine, il quale è esploso urlando contro il collega: “È colpa tua e dei gemelli! Avete messo in testa alla gente che tutto dipende dal gioco!”.
Trevisani non è rimasto a guardare, contrattaccando duramente e accusando Ordine di essere un assenteista opportunista: “Espatria, Franco! Ti aspettavamo da 5 puntate e sei ricomparso oggi che ha vinto il Milan!”. Tra richiami all’ordine da parte del conduttore Massimo Brandi e i “Maremma ma…” di un polemico Sabatini, lo studio è diventato un pollaio indistinguibile, con Trevisani che ha rincarato la dose tirando in ballo i pessimi dati sugli expected goals del Milan di Massimiliano Allegri nella passata stagione, paragonati al trionfo di Conte.
Il verdetto del campo oltre l’ideologia: il nodo tattico della discordia
Una volta calati i toni più accesi, la discussione ha toccato il vero nucleo del problema strategico che sta dividendo l’opinione pubblica sportiva. Ordine ha provato a chiudere l’intervento citando un vecchio principio cardine espresso anche da Roberto De Zerbi, secondo cui non esiste un unico dogma nel calcio ma diverse strade per raggiungere la vittoria. La critica mossa alla Juventus di Spalletti si sposta così sui limiti strutturali della rosa, in particolare sulla coperta corta in attacco e sulla tendenza a subire troppi contropiedi letali causati da sbilanciamenti tattici, come l’errore difensivo commesso da Kalulu. Resta il fatto che, dietro alle urla e alle reciproche accuse di “imbarazzo” televisivo, il finale di stagione della Juventus continua a spaccare la critica: da una parte chi valorizza la rimonta numerica impressa da Spalletti, dall’altra chi ne contesta la vulnerabilità e l’assenza di un reale cinismo sotto porta.


