La Juventus cerca un nuovo nome per la porta, ma tutto dipende dalla difficile operazione per cedere Di Gregorio. Il punto di calciomercato.com
Un mercato difficile: il rebus portieri
La sessione di calciomercato della Juventus si preannuncia particolarmente complessa e densa di interrogativi, specialmente per quanto riguarda la gestione dei portieri. Fino a poco tempo fa, la dirigenza bianconera sembrava aver individuato in Alisson Becker il profilo ideale a cui affidare le chiavi della porta per le prossime stagioni, forte anche di un principio di accordo già raggiunto con l’estremo difensore brasiliano. Tuttavia, la mancata qualificazione della squadra alla prossima Champions League e il rigido muro eretto dal Liverpool – club con cui il portiere è tesserato fino al giugno del 2027 – hanno bruscamente frenato l’affare, costringendo i bianconeri a virare su altri obiettivi di caratura internazionale.
Tra le alternative monitorate con attenzione è tornato prepotentemente in auge il nome di Mike Maignan, blindato dal Milan fino al 2031, insieme ad una folta lista di profili che comprende Emiliano “Dibu” Martinez dell’Aston Villa, Guglielmo Vicario del Tottenham, David De Gea della Fiorentina e Alexander Nübel del Bayern Monaco. Una rosa di nomi altisonanti che certifica la ferma volontà della società di inserire un nuovo top player nel ruolo, ma che al contempo evidenzia l’assenza di una strada ancora tracciata e definita.
La necessità di fare sacrifici
Parallelamente ai grandi movimenti per i potenziali innesti, la Juventus deve fare i conti con le dinamiche interne del proprio organico. L’unica certezza granitica è rappresentata dalla conferma di Carlo Pinsoglio nel ruolo di terzo portiere, blindato da un recente rinnovo contrattuale che lo legherà ai colori bianconeri fino al giugno del 2027. Di conseguenza, l’eventuale arrivo di un nuovo titolare di livello mondiale creerebbe inevitabilmente un dualismo insostenibile tra i due attuali portieri di prima fascia, Mattia Perin e Michele Di Gregorio, costringendo la dirigenza a sacrificarne uno.
In questo scenario, l’orientamento della Continassa appare sorprendentemente chiaro: la Juventus ha intenzione di puntare con decisione su Perin come secondo di assoluta affidabilità, una scelta ampiamente avallata anche dalla stima del commissario tecnico Luciano Spalletti. Il club è pronto a offrire al trentatreenne di Latina un prolungamento del contratto, attualmente in scadenza nel 2027, e ha già programmato un incontro decisivo con il suo entourage entro la fine di giugno per formalizzare l’accordo ed evitare qualsiasi rischio di rottura.
La difficoltà della cessione di Di Gregorio
La decisione di blindare Perin riflette, in maniera speculare, la delicatezza della situazione legata a Michele Di Gregorio, il cui futuro a Torino si è trasformato in un vero e proprio enigma finanziario. Acquistato dal Monza nel 2024 attraverso una complessa formula di prestito oneroso con obbligo di riscatto per un costo complessivo a bilancio di 18 milioni di euro, l’estremo difensore milanese è legato alla Juventus da un contratto a lungo termine fino al 2029. Ad un anno dal suo riscatto definitivo, il calciatore pesa ancora sulle finanze bianconere per circa 13,5 milioni di euro: questa cifra rappresenta la soglia minima sotto la quale la Juventus non può scendere per non registrare una sanguinosa minusvalenza.
La richiesta iniziale di 15 milioni di euro formulata dal club ha finora generato soltanto timidi sondaggi esplorativi da parte di Atalanta e Fiorentina, che non si sono mai tradotti in trattative concrete o approfondite. Con un mercato estero completamente silente e privo di manifestazioni d’interesse ufficiali, la cessione di Di Gregorio si prospetta come una missione estremamente in salita per la dirigenza, costretta ad attendere l’offerta giusta per sbloccare il mercato in entrata.



