Luciano Spalletti ha conquistato la Juventus in pochi mesi. Arrivato alla Continassa a fine ottobre in un momento delicato, il tecnico toscano ha ribaltato la stagione: da settima posizione ereditata a un secondo posto momentaneo, con sette vittorie nelle ultime otto gare ufficiali e una squadra che ha ritrovato solidità, identità e ambizione.
La dirigenza bianconera, con Damien Comolli in prima linea, non ha dubbi: Spalletti è l’uomo giusto per il presente e il futuro. Sul tavolo c’è già la proposta per un prolungamento contrattuale fino al giugno 2028, con un ingaggio rivisto al rialzo che rifletterebbe i meriti sul campo e la fiducia totale nel progetto. L’attuale accordo scade nel 2027, ma il club vuole blindare il mister per evitare sirene esterne e dare continuità a un lavoro che sta dando frutti evidenti.
Spalletti ha convinto tutti: giocatori, società e tifosi. Ha impresso un calcio pragmatico ma efficace, con una difesa tornata granitica grazie al rientro di Bremer, un centrocampo più aggressivo e un attacco che, nonostante le assenze, sa soffrire e colpire al momento giusto. I “peperini” come Yildiz e Zhegrova incarnano la sua visione: talento al servizio della squadra, senza egoismi.
Il tecnico, dal canto suo, ha sempre manifestato attaccamento al progetto juventino, apprezzando la struttura e la volontà di crescere senza follie. Un rinnovo lungo significherebbe lanciare un segnale forte: la Juventus punta su stabilità e identità, con Spalletti come architetto di un ciclo vincente.



