Juventus, rottura totale tra Spalletti e Comolli: la proprietà valuta l’addio dell’AD
Il rapporto tra Luciano Spalletti e Damien Comolli ha raggiunto il punto di non ritorno. Quella che era iniziata come una “tregua armata” voluta da John Elkann per garantire stabilità al progetto tecnico, si è rivelata una convivenza forzata e improduttiva. Le ultime indiscrezioni confermano che, dopo mesi di attriti, la posizione dell’Amministratore Delegato bianconero è nuovamente in discussione: i vertici della Juventus stanno valutando concretamente la separazione, consapevoli che proseguire come “separati in casa” rappresenterebbe un rischio insostenibile per la prossima stagione.
I motivi dello scontro: dal mercato invernale al caso Vlahovic
La frattura tra il tecnico di Certaldo e il dirigente francese non è nata in queste ore, ma affonda le radici in una divergenza di vedute strategiche manifestatasi fin da gennaio. Il “casus belli” è stato il mercato invernale: Spalletti aveva richiesto esplicitamente un centravanti fisico per completare il reparto, richiesta rimasta inascoltata. La successiva polemica pubblica dell’allenatore, che ha sottolineato come le decisioni di mercato venissero prese senza il suo pieno coinvolgimento, ha segnato l’inizio della guerra fredda.
A questo si è aggiunto il dolore tattico per l’addio di Dusan Vlahovic. Per Spalletti, il serbo rappresentava un riferimento unico, una punta capace di reggere i duelli e dare profondità alla manovra. La gestione della sua partenza, percepita dal tecnico come troppo sbrigativa e poco concertata, ha incrinato definitivamente la fiducia nel lavoro di Comolli.
Il nodo Alisson e il futuro del club
La goccia che ha fatto traboccare il vaso, tuttavia, sarebbe il mancato affondo per Alisson. Spalletti aveva lavorato personalmente per convincere il portiere brasiliano a tornare in Italia, vedendo in lui la pedina fondamentale per alzare il livello della difesa. L’incapacità della società di presentare un’offerta convincente al Liverpool ha rappresentato per l’allenatore un segnale di debolezza dirigenziale imperdonabile.
Oggi, la Juventus si ritrova a dover scegliere tra due strade: rinnovare la fiducia a Comolli, rischiando di perdere Spalletti, o avviare un profondo repulisti dirigenziale per soddisfare le richieste del suo allenatore. Con i Mondiali 2026 alle porte e la necessità di costruire una rosa competitiva, ogni ora che passa senza una decisione definitiva rischia di compromettere le ambizioni future della Vecchia Signora.



