Il ko casalingo per 0-2 contro il Como ha lasciato strascichi pesanti in casa Juventus, con fischi assordanti allo Stadium e cori di contestazione (“tirate fuori gli attributi”, “vogliamo una squadra che lotta”) che hanno accompagnato i giocatori negli spogliatoi. In questo clima da crisi nera – quarta sconfitta nelle ultime cinque partite ufficiali, primo ko stagionale in casa dopo quasi un anno – emerge un’indiscrezione significativa su Luciano Spalletti: il tecnico era convinto di ottenere una reazione forte dai suoi ragazzi dopo il tracollo di Istanbul (5-2 col Galatasaray), ma la risposta sul campo è stata esattamente l’opposto
Il tecnico toscano della Juventus, in conferenza post-partita, ha ribadito il concetto: “Il nostro avversario siamo noi stessi. Quando perdi entusiasmo, gli errori costano cari e diventa difficile reagire mentalmente”. Ha escluso colpe individuali eccessive (anche su Di Gregorio: “È in linea con i compagni, non ha responsabilità in più”), ma ha ammesso che “se il livello è questo non si può ambire a niente”. La convinzione pre-partita di una “reazione evidente” – espressa già alla vigilia quando parlava di “elastico tirato” per esprimere qualità – si è scontrata con la realtà: una Juve senza personalità, incapace di gestire episodi negativi e di ritrovare fame dopo i fischi e le difficoltà recenti.


