Luciano Spalletti ha commentato la prestazione della Juventus contro il Genoa. Nonostante la vittoria, il tecnico ha bacchettato i suoi per il brutto secondo tempo.
Spalletti bacchetta la Juve
Il tecnico della Juventus ha iniziato il suo intervento commentando il traguardo delle trecento vittorie nel massimo campionato con una battuta: “Trecento vittorie in A? Vuol dire che son bello vecchio…”. Nonostante il successo che accorcia le distanze dal quarto posto, l’allenatore non ha nascosto il disappunto per l’atteggiamento dei suoi nella seconda metà di gara. Ha respinto con forza l’alibi della fatica fisica: “Non c’è stata nessuna stanchezza, perché ieri e l’altro ieri non ci siamo allenati, si son portati in campo a camminare”. Spalletti ha poi espresso i suoi dubbi sulla crescita del gruppo: “Il problema è che ogni tanto si accetta di essere la versione inferiore di noi stessi: dopo 6-7 mesi ancora non sono certo di quello con cui ho a che fare. Non è possibile passare da un primo tempo come quello di stasera a un secondo tempo in questa maniera. Nessuno ha sistemato la situazione e ha dato ordine al gioco. Se poi capita l’episodio, se il Genoa segna il calcio di rigore, diventa difficile portarla a casa. Il dubbio è: che cosa saremo domani? Non si riesce a dare una sostanza, una continuità”.
Infermeria e focus sui singoli
L’allenatore ha espresso apprensione per le condizioni fisiche di Vlahovic e Perin, entrambi fermati da noie muscolari: “C’è preoccupazione perché hanno sentito un indurimento muscolare e bisogna fare le analisi per vedere quanto tempo ci vorrà”. Note decisamente più liete sono arrivate da Francisco Conceição, per il quale Spalletti ha azzardato un paragone illustre: “Lui come Salah? L’accostamento è corretto: è un ragazzino giovane, ha ancora conoscenze da fare, deve convincersi che può giocare un po’ dentro il campo e avere l’uomo alle spalle non gli deve creare ansia. Se riceve sull’esterno e ti guarda, però, diventa immarcabile. Deve migliorare sotto l’aspetto della qualità del tiro in porta, perché Salah è di livello toppissimo, ma Conceiçao ha questa intensità e ferocia nel fare l’uno contro uno che è veramente difficile tenerlo”. Un elogio particolare è andato anche a Di Gregorio, decisivo nel neutralizzare il rigore di Martin: “Ci voleva una roba forte, di livello e doveva nascere da lui, ma in allenamento ultimamente l’avevo visto molto presente. Lui ci aveva messo qualcosa di suo perché gli venisse sfilata la maglia e ci ha messo qualcosa di suo per riprendersi la maglia. E naturalmente gli ho fatto i complimenti”.



