La prima conferenza alla Continassa
Luciano Spalletti è stato presentato ufficialmente come nuovo allenatore della Juventus oggi, 31 ottobre 2025, all’Allianz Stadium alle 12:00. L’ex ct azzurro, arrivato con entusiasmo dopo l’esonero di Igor Tudor, ha parlato di fiducia nel gruppo: “Ho visto una squadra con valori, ripartiamo con umiltà”. La presentazione, seguita da centinaia di tifosi, ha confermato il contratto: 8 mesi, fino al 30 giugno 2026, con rinnovo automatico in caso di qualificazione alla prossima Champions League. Spalletti, che ha rifiutato Fenerbahce, Nottingham Forest e Arabia Saudita per restare in Italia, ha risposto con ironia alla domanda sul Napoli: “Non smetto di fare l’allenatore per essere stato lì. Se qualcuno decontestualizza per attaccare, si capiscono le intenzioni”. La giornata è iniziata con visite al J-Medical, firma e bagno di folla: autografi, selfie e abbracci ai bambini. Spalletti, 66 anni, porta 32 anni di panchine e 9 trofei, con carisma e tattica fluida.
Staff e contratto
Lo staff è confermato: Marco Domenichini vice storico, Giovanni Martusciello collaboratore (ex Sarri), Salvatore Russo tecnico, Francesco Sinatti preparatore atletico. L’offerta iniziale era fino a giugno con opzione, ma Spalletti ha chiesto garanzie: “Non un passaggio breve, ma un progetto con credibilità”. Comolli ha accettato, con 3 milioni netti + bonus. Spalletti, che ha elogiato la rosa (“Buona, competitiva”), debutterà sabato contro la Cremonese, osservando Udinese-Juventus stasera dal vivo. La dirigenza, con Elkann e Chiellini, vede in lui la svolta per un gruppo diviso dopo Tudor. “La squadra ha valori da emergere”, ha detto, promettendo pressing alto e rotazioni.
Prospettive: debutto e sfida
Spalletti guiderà la squadra con 4-3-3: Di Gregorio in porta; Kalulu, Gatti, Kelly, Cambiaso in difesa; Thuram, Locatelli, Koopmeiners in mediana; Conceição, Vlahovic, Yildiz in attacco. La pausa nazionale integra il nuovo corso, con Villarreal in Champions. Il CdA del 7 novembre definirà budget per rinforzi come Molina. Spalletti, con empatia e severità, deve unire spogliatoio e imporre gerarchia, evitando via vai di allenatori.



