Spalletti rivela la sua Juve
Luciano Spalletti non è uomo da stravolgimenti repentini, ma la pausa Nazionali è stata il laboratorio ideale per testare la sua visione: contro la Fiorentina, il 22 novembre alle 18:00 al Franchi, la Juventus dovrebbe mostrare il volto nuovo, con una difesa a quattro che segna il passaggio dal 3-4-2-1 di Tudor al più fluido 4-4-2 o 4-3-3, adattabile in base agli interpreti. L’idea è chiara: dare profondità e ampiezza, riducendo le vulnerabilità emerse nelle prime uscite – 14 gol subiti in 11 giornate – senza aspettare gennaio. La linea arretrata, ancora orfana di Gleison Bremer (rientro cerchiato al 7 dicembre contro il Napoli) e Juan Cabal (lavori a parte), si riorganizza con Pierre Kalulu terzino destro di spinta, Federico Gatti e Daniele Rugani centrali rocciosi, Andrea Cambiaso a sinistra per sovrapposizioni. Il rientro imminente di Lloyd Kelly – sostituito bene da Teun Koopmeiners, ora riportato in mediana – aggiunge opzioni: l’inglese, fisico e lettore di gioco, potrebbe affiancare Gatti per duelli aerei e impostazione pulita. Spalletti, maestro nel valorizzare risorse interne come al Napoli, evita rivoluzioni: “Lavoro sul materiale umano”, ha detto, puntando a una squadra più compatta e verticale. Il centrocampo resta il motore: Khephren Thuram per fisicità e recuperi, Manuel Locatelli regia bassa, Weston McKennie jolly box-to-box con licenza di inserirsi. Koopmeiners torna mezzala: visione, tiri da fuori, equilibrio. Fabio Miretti o Douglas Luiz per rotazioni, con Adzic da subentro dinamico. La pausa ha concesso otto giorni preziosi: con 11 nazionali via, gruppo ridotto per test, e Kelly-Cabal in gruppo prossima settimana. Fiorentina, ostica nonostante la classifica (10° con 12 punti), è il banco di prova: viola di Palladino aggressivi, con Belotti e Gudmundsson letali in contropiede.


